CHIETI – A difesa del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, sulla chiacchierata relazione formulata dagli ispettori della Ragioneria generale sulla gestione del Comune di Chieti, scende in campo l’assessore regionale e attuale coordinatore provinciale del Popolo delle libertà, Mauro Febbo, che parla anche da ex assessore comunale alle Finanze, fu infatti l’uomo che traghettò il Comune fuori dal dissesto economico ai tempi della Giunta di Nicola Cucullo.

Febbo invita Di Primio a inviare le memorie difensive che i Comune sta preparando non solo al ministero ma anche alla Corte dei conti perché accerti tutte le responsabilità in materia.

A sostegno della posizione del coordinatore provinciale del Pdl c’è la tesi per cui la relazione non riguarda, se non marginalmente, l’attuale amministrazione di centrodestra e si concentra soprattutto sulla precedente.
 
“Basta leggere attentamente le 146 pagine della relazione firmata dai due ispettori del ministero – dice infatti Febbo – iniziata l’11 luglio scorso e conclusa il 5 agosto scorso, per capire che copre principalmente il periodo 2006-2010 e solo marginalmente, cioè fino a giugno, l’anno 2011”.

“È bene sottolineare – continua l’assessore regionale – che il contro consuntivo 2011 non è stato ancora approvato e il termine scade il 30 giungo 2012. È chiaro quindi che la giunta Di Primio è coinvolta solo marginalmente in questa analisi e solo chi non vuole vederlo può dichiarare il contrario”.

Il riferimento è chiaramente alle polemiche sollevate dagli esponenti del Partito democratico che quindi, secondo Febbo, vengono smentite del tutto.

L’esponente del Pdl, che di mestiere fa il commercialista e che dunque mastica abbastanza la materia, entra nel tecnico. Secondo lui sono sette i punti fondamentali evidenziati, tutti retaggio di quello che definisce il “malgoverno” della Giunta di Francesco Ricci, terminata a metà 2010.

Questi i sette rilievi nella lettura di Febbo: impropria applicazione dell’avanzo di amministrazione (al Bilancio 2007); anomalie nella gestione dei servizi in conto terzi (partite di giro periodo fino al 2009); necessità di effettuare un analitico accertamento dei residui (2006-2010); sistematico ritardo nell’approvazione del rendiconto (2006-2010); significativi disavanzi di cassa e grave deficit di liquidità (2007 – 2010); criticità nella gestione dell’indebitamento; illegittimo ricorso a risorse provenienti da mutui per il Bilancio 2011 (peraltro mutuo mai assunto).

A tutto ciò, dice ancora Febbo, si aggiungono i rilievi sulla gestione del personale: anomalie nella costituzione del fondo per lo sviluppo delle risorse umane (anni fino al 2008 con prescrizione di recupero di somme ai dipendenti); gravi criticità nello svolgimento delle progressioni economiche orizzontali (2006 – 2010); attribuzione generalizzata dei compensi di produttività (2004-2010); illegittima erogazione di compensi a carattere indennitario (2005 – 2010, è previsto il recupero della somma); illegittimo incremento delle risorse per il trattamento accessorio del personale dirigenziale (2005 – 2009); illegittima rideterminazione, nel 2006, della retribuzione di posizione dei dirigenti; superamento del limite previsto per il conferimento di incarichi di direttore generale e dirigenziali a tempo determinato (2006-2009); anomalia del trattamento retributivo accessorio al segretario generale (2007 e seguenti).

Inoltre, indica ancora l’assessore regionale, ci sono anche altri aspetti contenuti nella relazione che furono sistematicamente denunciati dell’allora opposizione de centrodestra che riguardano la gestione del teatro Marrucino, dell’azienda speciale municipalizzata e della Teateservizi.

“Il suggerimento che voglio dare all’amico Di Primio – conclude Febbo – è quello di non inviare le memorie difensive al ministero ma di inviare la relazione alla Corte dei conti così sarà lo stesso organo di giustizia contabile a trarre le giuste considerazioni e a giudicare l’operato della Giunta Ricci. Se il giudizio è lo stesso che hanno dato i cittadini di Chieti ne vedremo delle belle”.