CHIETI – Mentre i 300 lavoratori della Sixty di Chieti aspettano con ansia il 12 giugno, giorno in cui dovrebbe arrivare il primo anticipo di cassa integrazione, i sindacati si riuniscono per rilanciare la vertenza, che non si è chiusa affatto con la risoluzione della questione sull’anticipazione della cig.

Lo ha detto chiaramente stamane in conferenza Giuseppe Rucci della Filctem Cgil, per il quale adesso “occorre riprendere la battaglia, sia sulla costituzione della newco e delle società satellite, che sul percorso di ricollocazione per quanti, la maggior parte, rimarranno fuori dalla possibilità di tornare a lavorare in Sixty”.

Sebbene con sentimenti contrastanti, si guarda anche all’istituzione del sistema moda teatino-pescarese e alla nomina del direttore del personale Sixty, Domenico Gentile, alla vice presidenza del sistema. Per Ettore Di Natale, della Femca Cisl, Gentile potrebbe trovare con questa nomina il proprio “personale riscatto”.

“Ad esempio – propone Di Natale – agevolando la costituzione nella sede Sixty di via Piaggio, che rimarrà in parte vuota, di un pool di aziende del settore tessile che possano riprendere parte del personale Sixty in esubero”.

La rsu Cgil ha detto, invece, di non credere alla possibilità di “riscatto” di Gentile né alla volontà di Sixty di continuare ad operare sul territorio. Per Marino D’Andrea, invece, è importante che su questa vertenza parlino anche due istituzioni rimaste sinora mute: la magistratura e l’ispettorato del lavoro.

Entrambi, infatti, hanno ricevuto due diversi esposti su cui si attende risposta. Per quanto riguarda la questione sottoposta alla magistratura, i sindacati, che hanno sottoscritto l’esposto in Procura, chiedono di fare luce sulla situazione che ha portato la Sixty, ex fiore all’occhiello del made in Italy, a passare dai 700 milioni di fatturato del 2006 ai 400 milioni di debiti di oggi, con circa 4.200 creditori che dovranno decidere se accettare la proposta di incassare poco più del 15% del loro credito o di dire no e sbarrare per sempre il futuro della Sixty.

L’esposto è stato inviato in Procura a dicembre del 2012 e, al momento, non si è saputo nulla. Per quanto riguarda l’ispettorato del lavoro sembra che ci siano stati dei controlli in azienda che, però, non avrebbero portato a nulla. 

D’Andrea ha riferito in conferenza stampa di aver saputo di dipendenti Sixty al lavoro oltre l’orario consueto. “Ai dipendenti in cassa integrazione – ha sottolineato – non è possibile concedere straordinari”. Maurizio Sacchetta, della Uilta Uil, ha subito annunciato un incontro sulla questione con la direzione aziendale.

Voci non confermate, inoltre, hanno parlato di controlli dei funzionari dell’ispettorato del lavoro in Sixty anche nella mattinata di oggi, proprio in contemporanea con la conferenza stampa dei sindacati.