CHIETI – La proposta ufficiale del sindaco di Chieti Umberto Di Primio e del presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio in tema di riordino delle province abruzzesi è stata inviata formalmente al Cal, il Consiglio per l’autonomia locale.
Com’è noto Di Primio e Di Giuseppantonio chiedono che i confini della provincia teatina rimangano quelli di adesso e che quindi l’Abruzzo venga suddiviso in tre province: Chieti, L’Aquila e Pescara-Teramo.
In città, però la discussione a riguardo non si placa. La posizione del presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, l’unico che non ha voluto firmare il documento inviato al Cal, che ha detto di volere un accorpamento tra le province di Chieti e Pescara, ha suscitato polemiche sul colle.
Di Primio gli risponde a mezzo stampa: “Sono d’accordo con Primavera – dice ad Abruzzoweb – per quanto riguarda il discorso della razionalizzazione dei servizi nell’area Chieti-Pescara. Questo è un tema che sto portando avanti da parecchio tempo, visto che da sempre mi sono detto contrario all’area metropolitana Chieti-Pescara ma a favore dell’integrazione dei servizi”.
“Tanto è vero – ricorda il primo cittadino – che sono stato l’unico sindaco a chiedere il biglietto unico per il trasporto pubblico. Ma questo non significa che, per fare tutto questo, sia anche necessario accorpare le due province”.
“E poi – conclude polemicamente il sindaco – non accetto questo discorso da Confindustria che ha dimostrato di portare avanti soltanto un ‘finta rivoluzione’. Come altrimenti chiamare il fatto che, pur dicendo di voler unire le due sedi Confindustria di Chieti e Pescara, e ipotizzando una sede comune in Val Pescara, si continuano a tenere aperti gli uffici sia nella sede teatina che in quella pescarese?” (ar.ia.)




