CHIETI – “Se è sacrosanta l’accoglienza nei confronti di coloro che fuggono da povertà e guerre, altrettanto lo è per i cittadini italiani il diritto di avere la garanzia di vivere in città sicure e degli immigrati di essere ospitati in luoghi dignitosi. Pertanto con fermezza chiedo che non vengano più assegnati alla nostra Prefettura contingenti di migranti che iniziano a costituire motivo di tensioni sociali per la mia comunità”.
È quanto scrive il sindaco di Chieti Umberto Di Primio in una lettera sulla gestione degli immigrati in città inviata al ministro dell’Interno Angelino Alfano, al responsabile Dipartimento Immigrazione del ministero dell’Interno, al prefetto di Chieti Fulvio Rocco de Marinis e al presidente dell’Anci Piero Fassino.
Così, mentre si ricorrono le notizie di nuovi arrivi di extracomunitari in città, il sindaco di Chieti decide di far sentire la propria voce per dire no ad altri extracomunitari. Chieti, aggiunge il sindaco, “non ha strutture in alcun modo adattabili ad ospitare gli immigrati e quelle adoperate sono sistemazioni di fortuna in luoghi problematici”.
Sinora gli extracomunitari sbarcati sulle coste italiane e inviati a Chieti secondo il piano governativo, hanno trovato alloggio presso la sede della Fondazione delle Figlie di Gesù e Maria di suor Vera D’Agostino a Brecciarola. Secondo le ultime notizie sarebbe di altre 100 persone il nuovo contingente di stranieri assegnato alla Prefettura di Chieti.
“I sindaci non possono sopportare più le spese che tale situazione genera, spese che vanno ben al di là di quelle impegnate dal Governo per ospitare i migranti, ma, soprattutto, non hanno più capacità, spazio, mezzi e persone per dare dignitosa ospitalità a queste donne, bambini e uomini ed al contempo garantire sicurezza e pace sociale nelle città individuate. Pertanto – conclude Di Primio – torno ad appellarmi perché Chieti sia esclusa dalle città ospitanti i migranti, per oggettiva impossibilità di riceverli”. (ar.ia.)





