CHIETI – Il centrodestra esulta e fissa gli obiettivi del secondo mandato del sindaco Umberto Di Primio, il centrosinistra tenta di fare autocritica, ma l’unico motivo della sconfitta elettorale che riesce ad individuare è l’astensionismo. 

Il giorno dopo la consacrazione di Umberto Di Primio (Nuovo centrodestra) sullo scranno più alto di palazzo di città, si rincorrono i commenti e le analisi del voto da parte degli esponenti della coalizione vincente. Più difficile, ovviamente, è parlare con esponenti del centrosinistra. 

Per il centrodestra hanno parlato, tra gli altri, il consigliere regionale Mauro Febbo, il coordinatore regionale Ncd Gaetano Quagliariello, il presidente regionale di Forza Italia Nazario Pagano, il senatore di FI Paola Pelino, l’onorevole di Ncd Filippo Piccone e la coordinatrice dei giovani di FI, la teatina Jessica Verzulli.  

Per il centrosinistra ci sono invece il nuovo segretario regionale del Partito democratico Marco Rapino e il consigliere più votato della coalizione, Alessandro Marzoli. 

FEBBO: “REAZIONARI E POCO MODERATI? URNE HANNO DIMOSTRATO CHE ERANO SOLO FALSE ACCUSE”

Lui è stato quello che quando si parlava insistentemente di primarie per il centrodestra in città, a un certo punto, seppur dopo aver nicchiato, ha detto chiaramente: io non ci sto. Ed è stato anche quello che, forte del grandissimo consenso che ha in città, si è dato da fare con la solita grinta per portare voti a Di Primio, lavorando senza risparmiarsi. Quello che, nonostante il mal di schiena, la notte del 31 maggio è rimasto fino all’alba al comitato di Di Primio per analizzare e controllare i voti che a rallentatore arrivavano dai seggi. 

E ora il consigliere regionale Mauro Febbo può legittimamente esultare: “Con la vittoria del Centrodestra e con la riconferma di Umberto Di Primio a sindaco abbiamo dimostrato che D’Alfonso e il vacuo centrosinistra si possono sconfiggere dopo aver riportato tra la gente la politica: quella costruttiva, coerente e trasparente e non quella messa in campo dai nostri avversari, evanescente, fatta da chi vuole gettare solo fumo negli occhi dei cittadini”. 

Con orgoglio neroverde aggiunge: “I teatini sono lungimiranti, hanno saputo sanno ascoltare e comprendere la realtà delle cose dette e questo risultato esprime un grande segno di maturità. Abbiamo dimostrato che a Chieti c’è una classe dirigente di Centrodestra ferma, decisa, matura che riesce a discutere, misurarsi e scegliere superando i personalismi, gli opportunismi e gli inutili campanilismi”.

“Addirittura – continua – qualcuno sosteneva che la squadra messa in campo non fosse in grado di attrarre consensi e vincere, perché ritenuta troppo radicale, “reazionaria” ed eccessiva, cioè non “moderata”. Le urne hanno dimostrato esattamente il contrario poiché non è stato così e non sarà così”.

VIA TWITTER I COMPLIMENTI DEL COORDINATORE NAZIONALE NCD QUAGLIARIELLO, A TELEFONO QUELLI DI ALFANO 
 
Per il rinnovato sindaco di Chieti arriva anche la pacca sulla spalla del proprio partito. A parlare è l’ex ministro e coordinatore nazionale dell’Ncd Gaetano Quagliariello: “Umberto Di Primio, quando si è lavorato bene si vince anche in salita! Tu ‘primo cittadino’ di una grande squadra di sindaci e consiglieri comunali di Ncd eletti in tutta Italia”. 

La comunicazione è stringata perché arriva attraverso twitter. E comunque non per questo è meno significativa. 

Il leader del partito Angelino Alfano si fa sentire invece telefonicamente. I suoi auguri arrivano a Di Primio tra le tante telefonate della prima mattinata passata da riconfermato primo cittadino di Chieti. 

PAGANO: ‘’LA VITTORIA DI PRIMIO SEGNA LA RINASCITA DEL CENTRODESTRA, FINITA FAVOLA DI D’ALFONSO’’ 

“Con la vittoria ottenuta da Umberto Di Primio il centrodestra si conferma in Abruzzo la vera alternativa politica credibile al governo regionale di centrosinistra. Il vento è cambiato”.

Le parole sono del presidente regionale FI Nazario Pagano, secondo cui la ricetta è sempre la stessa: uniti si vince. 

“A Chieti siamo scesi in campo uniti e coesi, sin dal primo turno, – dice infatti – rifiutando ogni apparentamento, proprio perché il gruppo uscente ha lavorato bene e ha dimostrato di avere a cuore le sorti della città a differenza di chi si è distinto soltanto per la caccia alle poltrone”. 

“La favola dalfonsiana è ormai finita. Voglio sottolineare che oggi abbiamo registrato la sconfitta proprio della sinistra dalfonsiana che pensava di straripare ovunque ma invece viene bocciata clamorosamente dagli elettori”. 

PELINO (FI): ”CANDIDATO AUTOREVOLE E UNITA’ DELLA COALIZIONE GARANZIA DI VITTORIA”

Aveva assistito da sotto il palco al comizio di chiusura della campagna elettorale di venerdì scorso, arrivata a Chieti per portare il proprio supporto al sindaco e alla coalizione di centrodestra. Di Primio dal palco aveva salutato con particolare favore la senatrice di FI Paola Pelino, visto, tra l’altro, che di presenze extra-teatine in suo supporto non se n’erano viste moltissime.

“La vittoria straordinaria di Umberto Di Primio a Chieti – dice la Pelino – è la prova che candidato autorevole e unità della coalizione sono condizioni necessarie per far vincere il centrodestra”.

“I cittadini di Chieti hanno certamente premiato la qualità dell’amministrazione Di Primio – conclude – e in questo quadro mi conforta l’ottimo risultato di Forza Italia come partito perno della coalizione. Di Primio sarà la garanzia contro il disegno della Regione di mortificare il territorio”.

PICCONE (NCD): ”DA CHIETI ALTRO SEGNALE POLITICO ALLA REGIONE”

“Una bellissima vittoria quella di Umberto Di Primio e dell’intera coalizione di centrodestra, un successo che segue quello di Celano, i due maggiori comuni abruzzesi andati al voto in questa tornata elettorale, con i due sindaci entrambi del Nuovo centrodestra”. A parlare è il parlamentare abruzzese di Ncd Filippo Piccone.

“Questo risultato – aggiunge Piccone- certifica due aspetti importanti nella nostra regione. Il primo, è che l’unità del centrodestra sconfigge il Pd e la sinistra, mentre l’altro aspetto è il  giudizio politico verso la Giunta regionale che nonostante la continua presenza dei suoi maggiori vertici istituzionali in questa campagna elettorale non ha riscosso alcuna fiducia.

“Infine – conclude Piccone – molto importante anche  il risultato del 9,16 % ottenuto dal Nuovo centrodestra, una forza politica che in Abruzzo è sempre più determinante per l’intera coalizione di centrodestra”.

VERZULLI: “IL CONSIGLIO SI RINNOVA, SIA PER ETA’ CHE PER QUALITA’”

“Questo è sicuramente uno splendido risultato, sia a livello regionale che per la città di Chieti, dove Forza Italia ha candidato sette giovani under 35 che hanno riportato uno splendido risultato e hanno contribuito alla vittoria finale”. 

Le parole sono della coordinatrice regionale dei giovani di Forza Italia, la teatina Jessica Verzulli che ha seguito particolarmente da vicino queste elezioni, compresa la preparazione delle liste del suo partito, in cui ha chiesto ed ottenuto una forte presenza di giovani. Due dei quali, Stefano Rispoli e Maura Micomonaco, sono anche rientrati in Consiglio comunale. 

 “Con noi il Consiglio comunale si rinnova – conclude la Verzulli – non solo dal punto di vista dell’età ma anche da quello della qualità. Ma si rinnova, soprattutto, perché perde quei consiglieri che prima erano nel centrodestra e poi sono passati al centrosinistra, non riuscendo, però, ad essere eletti”. 

RAPINO: ”COLPA SOLO ALL’ASTENSIONISMO”

Il Pd inizia faticosamente a fare autocritica ma, almeno per ora, non coglie il bersaglio, addossando la sconfitta solo all’astensionismo e non toccando temi fondamentali come, ad esempio, l’apparentamento con Bruno Di Paolo. 
  
A parlare è il neo segretario regionale, Marco Rapino: “I risultati del turno di ballottaggio sono stati senza dubbio insoddisfacenti per il Pd sia a livello nazionale e, per quel che ci riguarda, a Chieti, nonostante l’ottimo lavoro propositivo di Luigi Febo a cui va il mio sincero ringraziamento”. 

“Abbiamo pagato il prezzo dell’alto astensionismo, che in questa fase colpisce prevalentemente i nostri elettori – continua il segretario – questa tendenza, nazionale, iniziata con le elezioni regionali dell’Emilia Romagna, è stata parzialmente confermata dalle elezioni del 31 maggio seppur con cinque regioni vinte su sette e ora dal secondo turno delle elezioni comunali di domenica”.  

A parte Chieti, Rapino rimarca che nel resto della regione non è andata male: “In Abruzzo il Pd, a fianco della sconfitta di Chieti, ha confermato ben 27 amministrazioni locali, a fronte delle 21 del centrodestra e conquistato due amministrazioni in comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti, Guardiagrele e Carsoli”. 

Tornando a Chieti: “Svolgeremo un’opposizione costruttiva, per un’idea di rilancio della città nel contesto regionale  e per porre le basi tra cinque anni di un’alternativa di governo. È in campo una nuova generazione di amministratori, a Chieti e nei tanti comuni, sia  dove abbiamo vinto e sia dove siamo forza di opposizione ed il nostro impegno sarà restituire fiducia, attraverso la partecipazione ed il cambiamento, sostenendo e spingendo l’azione riformatrice della Giunta regionale”.

MARZOLI: ”DA DOMANI SARA’ OPPOSIZIONE DURISSIMA”

Giovane eppure votatissimo (il primo del Centrosinistra quanto a consensi), renziano doc della primissima ora, Alessandro Marzoli è l’ultimo ad andarsene dalla sede elettorale condivisa con il centrodestra nella notte della vittoria di Di Primio. 

Non ha paura di metterci la faccia lui, perché non ha nulla da rimproverarsi. La messe di voti riportata lo testimonia. 

“E’ sicuramente una sconfitta che fa male e dispiace profondamente – è il commento a caldo – abbiamo cercato di dare una prospettiva futura alla città di Chieti con una proposta alternativa a quella di Di Primio che invece ha dimostrato di non avere nuove idee e nuove proposte per la città. Eppure ha vinto ma va sottolineato il dato che il 50% dei teatini non si è recato alle urne e questo è motivo che deve far riflettere”. 

Gli chiediamo dell’apparentamento con Di Paolo: “Col senno di poi si possono dire mille cose – dice mettendo le mani avanti – la sinistra e il centrosinistra devono lavorare insieme. Vanno coinvolte anche tutte le forze che sono state alternative a Di Primio. Ma soprattutto va coinvolta la città e tutti quei cittadini che non hanno visto nelle proposte politiche attuali un motivo che li portasse a votare”. 

“E’ sicuro – conclude Marzoli – che da domani sarà opposizione durissima nei confronti del sindaco uscente”. (ar.ia.)