CHIETI – Una ispezione ministeriale di ieri nei locali della caserma Berardi di Chieti riaccende la speranza per poter riaprire la struttura chiusa dopo l’addio del 123° battaglione di fanteria.
La notizia è stata confermata dal sindaco Umberto Di Primio che, però, si è limitato a dire di essere a conoscenza di un progetto del genere, mantenendo uno strettissimo riserbo sui dettagli dell’operazione, alcuni dei quali sono a conoscenza di AbruzzoWeb.
Certo è che, ovviamente, ha detto Di Primio, “il Comune interesserà il ministero della Difesa per rendere chiaro fin da subito che la caserma Berardi può essere messa a disposizione per questo tipo di iniziativa”.
Da quanto appreso, la storica caserma teatina potrebbe tornare ad ospitare soldati.
Non reclute da addestrare, come avveniva in passato, ma militari già formati che verrebbero nel capoluogo teatino per preparare missioni internazionali. Si parla di numeri importanti: ogni mese dovrebbe arrivare un contingente che va dai 600 agli 800 militari in partenza per terre straniere. Fisso in caserma resterebbe, invece, un altro contingente, che va dai 40 ai 50 militari.
Non si tratterebbe di soldati solo italiani, ma anche di militari appartenenti a diversi paesi della Nato che a Chieti dovrebbero preparare le missioni e trovare l’amalgama. Il progetto nasce in seguito a colloqui internazionali avvenuti nel corso dell’ultimo G8 in Irlanda, in cui si sarebbe parlato anche di una nuova dislocazione dei contingenti militari di alcuni Paesi Nato.
Quella di Chieti, però, non sarebbe l’unica caserma in lizza per ospitare i contingenti militari in partenza per le missioni in giro per il mondo. Ce ne sarebbero altre due che potrebbero svolgere lo stesso ruolo. Una a Verona, l’altra in Sicilia. (ar.ia.)




