CHIETI – Il capogruppo della lista civica d’opposizione “Chieti per Chieti” ed ex assessore comunale Luigi Febo ha chiesto ufficialmente l’annullamento del bando di gara per l’affidamento della realizzazione e gestione del nuovo cimitero di Chieti Scalo che scade martedì 30 luglio.
“Se infatti questo bando di gara seguisse il suo iter – ha detto Febo in conferenza stampa – ci sarebbero gravi ripercussioni economiche per il Comune di Chieti.
Febo fonda le sue osservazioni su una recente sentenza della Corte dei conti del Lazio che ha sanzionato il Comune di Civitavecchia per la realizzazione di un project financing analogo a quello del Comune di Chieti, condannando al risarcimento sia il sindaco, che la giunta, che il dirigente di settore, che anche i consiglieri comunali che hanno approvato l’opera.
“La sentenza della Corte dei conti – ha detto Febo – si basa sul fatto che nel disciplinare della gara d’appalto si prevede a fine gestione che i loculi invenduti vengano ricomprati dal Comune. In questo modo viene eliminato il rischio d’impresa, ovvero il rischio viene trasferito dall’impresa all’ente pubblico, facendo cadere così l’ossatura giuridica su cui si regge qualsiasi project financing”.
“Anche nel disciplinare di gara del nostro progetto – continua l’ex assessore – come in quello di Civitavecchia, c’è la stessa clausola che espone il Comune a un danno economico molto rilevante. Si prevede, infatti, che a fine gestione l’invenduto viene riacquistato dal Comune, sebbene con uno sconto del 10 per cento rispetto alle tariffe in vigore al momento della conclusione della gestione trentennale”.
Non solo, Febo ritiene che l’invenduto sarà pari a circa la metà dei loculi previsti per il nuovo cimitero. L’opera, infatti, ha progettato la realizzazione di 8.000 loculi, per Febo, invece, il fabbisogno è di circa 4.000 loculi. Secondo i calcoli del consigliere comunale, dunque, resteranno invenduti 4.000 loculi, che il Comune dovrà riacquistare con circa 6 milioni di euro, visto che un loculo costa circa 1.800 euro, cui si deve applicare lo sconto del 10 per cento dovuto al Comune.
Febo ha tratto queste cifre dagli stessi dati estrapolati dal project financing. A tutto questo si deve aggiungere le precedenti polemiche che hanno accompagnato l’iter per la realizzazione dell’opera culminate con un documento approvato a maggioranza in commissione lavori pubblici che chiede, per un’altra serie di ragioni, di annullare il bando di gara. (ar.ia.)





