CHIETI – Per far fronte alla stretta al credito di questo difficile periodo l’unica soluzione è cercare di intercettare canali di finanziamento sovranazionali, come quelli che mette a disposizione la Banca mondiale.
È per cercare di cogliere questo obiettivo che Confindustria Chieti ha organizzato oggi un incontro presso la sede scalina della Camera di commercio alla presenza del direttore esecutivo della Banca mondiale a Washington, Piero Cipollone.
Insieme a lui anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, la consigliera regionale di parità Letizia Marinelli e il padrone di casa Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti.
“Conoscere le svariate opportunità che la Banca mondiale offre, soprattutto in questo momento, può diventare davvero di vitale importanza – ha detto quest’ultimo – la nostra associazione vuole porsi come anello di collegamento tra le imprese e la Banca, tentando di far conosce come accedere ai finanziamenti messi a disposizione di questo ente”.
Il direttore della World Bank ha spiegato che “saranno i Paesi in via di sviluppo quelli che prioritariamente beneficeranno di flussi cospicui di finanziamenti. È necessario, dunque – ha ammonito – che le imprese abruzzesi sappiano guardare al mercato mondiale con sufficiente competitività”.
Quello dell’internazionalizzazione, però, è tra i punti deboli dell’imprenditoria locale ed è anche per questo motivo che l’associazione degli industriali ha messo in campo una serie di iniziative, tra cui quella di oggi, per tentare di superare il gap.
“Il problema – ha spiegato a riguardo Primavera – è anche che il tessuto imprenditoriale locale è fatto soprattutto di piccole imprese, poco strutturate per affacciarsi con successo sulla scena internazionale”.
Questo aspetto può essere superato attraverso il suggerimento di Cipollone, ovvero “cercare partenariati con aziende estere meglio strutturate delle nostre e con aziende del posto dove si vuole investire”.
“Insomma – ha concluso Primavera – stiamo cercando di dare alle nostre aziende l’opportunità di avere una visione mondiale. E da questo punto di vista anche la politica dovrebbe venirci incontro, smettendola di ragionare in piccolo attraverso la logica del campanilismo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente Chiodi. “Oggi lo sviluppo passa sempre di più attraverso programmazioni di area vasta – ha detto – che superano anche i confini delle regioni. Bisogna saper guardare al di là di dove siamo stati abituati sinora. E mi sembra che, da questo punto di vista, l’infrastruttura che serve di più all’Abruzzo, ma anche a molte altre parti d’Italia, non sono le strade, ma l’apertura mentale”.



