CHIETI – L’Abruzzo rinsalda i legami d’amicizia tra Italia e Giappone sulle orme di un illustre teatino del passato, il gesuita padre Alessandro Valignano, nominato dal Papa nel 1573 “il Visitatore”, vale a dire capo delle missioni orientali dell’occidente cristiano.
Per mezzo secolo Valignano organizzò tra India, Cina e Giappone missioni ospitate da navi portoghesi. A lui la Camera di commercio di Chieti, presieduta da Silvio Di Lorenzo, nell’arco delle celebrazioni dei suoi 150 anni di attività, ha dedicato un convegno internazionale che si è aperto ieri alla presenza dell’ambasciatore del Giappone in Vaticano Hidekasu Yamaguchi, che ha avuto anche occasione di visitare la città.
Il convegno, intitolato “Valignano nel terzo millennio” è servito, dunque, per rinsaldare i rapporti con il Giappone e avviare nuovi rapporti commerciali. Per l’occasione è stata creata anche una borsa da viaggio che porta il nome di Valignano, una piccola valigetta in pelle pronta ad essere immessa sui mercati asiatici.
Il tentativo è, infatti, quello di promuovere il made in Italy sui mercati asiatici, i meno colpiti dalla crisi economica generale. L’occasione è stata anche sfruttata per annunciare il Premio Valignano che si terrà a Tokio. Per farlo sono intervenuti via telefono da Tokio la scrittrice Yasuko Ishikawa e il direttore dell’istituto italiano di cultura di Tokio, Umberto Donati, che ha annunciato un progetto di interscambio tra Abruzzo e Giappone, in collaborazione con la fondazione Italia-Giappone.
Un interscambio che ha avuto già i suoi frutti in progetti di ricostruzione post terremoto nell’aquilano, come ha testimoniato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha dato atto al Giappone di essere stato “tra i Paesi più seri, insieme a Germania e Australia, al contrario di Francia e Spagna, nel portare a termine gli impegni presi per la ricostruzione”.
La due giorni di convegno si chiude nella giornata di oggi con la visita degli ospiti italiani e strnieri alla Chieti del rinascimento (cattedrale di San Giustino, museo Barbella, Tempietti, Palazzo de Mayo). (ar.ia.)






