CHIETI – “Le bollette dell’acqua sono nella stragrande maggioranza corrette”. Parola dell’assessore alle società partecipate del Comune di Chieti Marco D’Ingiullo che interviene sulla vicenda che ha provocato quasi una sollevazione popolare da quando, a fine novembre, alle 23 mila utenze cittadine è stato chiesto di pagare, a pochi giorni di distanza, sia il saldo del 2011 che un acconto dell’80 per cento del 2012.
La questione è diventata oggetto anche di polemica politica, sollevata dall’ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Chieti Luigi Febo che ha chiesto che la società pubblica che si occupa di riscossione Teateservizi provvedesse a reinviare una nuova bollettazione idrica, questa volta corretta, visto che, secondo Febo, c’erano stati molti errori.
A Febo replica D’Ingiullo che innanzitutto gli ricorda come l’attuale amministrazione abbia ereditato un pesante debito con l’Aca proprio per la mancata riscossione dei canoni idrici.
“Il consigliere comunale Febo – scrive infatti D’Ingiullo in una nota – invece di istigare i cittadini a non pagare le bollette relative al consumo idrico, dovrebbe spiegare come sia stato possibile accumulare in quattro anni, quando egli era assessore della giunta Ricci con delega all’acquedotto, un debito di ben 8.178.511 euro con l’Aca per il mancato pagamento delle forniture idriche del quarto, quinto e sesto bimestre 2006, degli interi anni 2007, 2008 e 2009, anno quest’ultimo relativamente al quale non furono mai emesse le relative bollette”.
D’Ingiullo ricorda che è stata proprio l’attuale amministrazione a dover rimediare a quella situazione, avendo assolto tutti i pagamenti relativi agli anni 2009, 2010, 2011 e al quinto bimestre 2012 nei confronti dell’Aca.
Tornando alle ultime pesanti bollette, D’Ingiullo assicura che sono per la stragrande maggioranza corrette, sebbene ammetta che ci possono essere “eventuali, fisiologici errori che possono essere risolti rivolgendosi agli uffici della Teateservizi srl, in via Vicoli 17”.
Per quanto concerne il pagamento, D’Ingiullo ricorda che l’acconto 2012 potrà essere suddiviso in tre rate con scadenza 20 dicembre, 20 gennaio e 20 febbraio prossimi.
“E’ facile – conclude D’Ingiullo riferendosi a Febo – vedere la pagliuzza negli occhi degli altri e non accorgersi della trave nei propri occhi”.





