CHIETI – A luglio scorso prenota un’ecografia all’addome e la Asl Lanciano Vasto Chieti gliela fissa per il 24 febbraio 2017. Lui aspetta qualche mese, ci pensa un po’ su, ma la rabbia non sbollisce e martedì scorso si incatena alle inferriate dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.
Dopo urla e protesta l’ecografia alla fine è riuscito a farla il giorno stesso, ma la protesta per liste d’attesa troppo lunghe non si arresta e da allora ha deciso di manifestare accampandosi su un’aiuola all’entrata del policlinico.
Lui è il quarantenne di Sant’Eusanio del Sangro (Chieti) Paolo De Titta, invalido civile, affetto da ulcera diabetica a entrambi i piedi, uno dei quali è ingessato, con una retinopatia appena diagnosticata e una colicisti da operare scoperta grazie all’ecografia all’addome che avrebbe dovuto fare a febbraio 2017. Sempre che la colicisti non avesse degenerato prima in qualcosa di molto più pericoloso.
Alla luce anche di questa scoperta, stanco di sentir parlare la politica di liste d’attesa azzerate o esami inutili da cassare, De Titta, nonostante le precarie condizioni di salute, ha preso una tenda da campeggio, una sedia e una bandiera italiana e si è incatenato a un palo della luce.
Giovedì mattina chi scrive lo ha trovato che urlava in mezzo alla strada con dei fogli in mano: “Sono esami medici prescritti con urgenza e prenotati a distanza di anni. Tanti cittadini si sono rivolti a me raccontandomi casi simili al mio e qualcuno mi ha lasciato anche la copia di prescrizione e prenotazione”, spiega ad AbruzzoWeb.
È il caso del signor Felice Antonio La Fratta di San Salvo: impegnativa del medico curante per una colonscopia urgente, prenotazione fatta il 13 dicembre del 2014 e appuntamento fissato al 7 aprile 2016.
Legato alla catena, in mezzo alla strada, De Titta giovedì mattina urlava mostrando le carte. La protesta ha richiamato l’attenzione del poliziotto di stanza al posto fisso dell’ospedale e, a seguire, due carabinieri e due agenti della Digos.
Ci sono stati attimi concitati, ma poi l’uomo è stato riportato alla calma. Poco prima, invece, era passato il sindaco Umberto Di Primio che si è presentato e, dopo aver ascoltato il racconto di De Titta, gli ha testimoniato la propria solidarietà, assicurando che avrebbe scritto una lettera ufficiale sia alla Asl che alla Regione.
De Titta, dal canto suo, dice che non se ne andrà finché non avrà incontrato il prefetto Antonio Corona. (ar.ia.)





