L’AQUILA – Accese polemiche e durissime accuse investono l’Università dell’Aquila.

Attacchi e provocazioni che fanno da caldissimo prologo all’imminente campagna elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo del rettore, previste per l’anno prossimo.

È di quest’oggi, infatti, la notizia della richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico ministero del tribunale di Roma, Pietro Giordano, in merito al procedimento penale scattato nei confronti del rettore dell’ateneo, Ferdinando di Orio, dopo la denuncia per concussione avanzata dal professor Sergio Tiberti, ordinario di Igiene presso la facoltà di Medicina del capoluogo.

Nell’esposto si faceva riferimento a presunti favori accademici in cambio di regali.

A rendere nota la richiesta d’archiviazione è stato lo stesso rettore che, senza mezzi termini, ha parlato di “macchina del fango” e di “grave danno d’immagine per l’Università dell’Aquila”, preconizzando una conferenza stampa per fare chiarezza sulla vicenda e una richiesta di risarcimento danni.

Pronta la replica di Tiberti, che ha già annunciato opposizione alla richiesta di archiviazione, aggiungendo di attendere risposte “sulle somme incassate dal 2004 e mai dichiarate” e che “le somme incassate da di Orio coprirebbero, compensandola, qualsiasi pretesa risarcitoria”.

Una prima schermaglia interpretabile come pre-elettorale era stata già avvisata a settembre, quando nel rinnovo del consiglio d’amministrazione dell’Università sono stati eletti tre candidati su sei (più un indipendente) non appartenenti allo schieramento che sostiene il rettore di Orio.

La ‘fronda’ allora parlò di “segnale di grande debolezza per un rettore già in forte difficoltà per le note vicende giudiziarie in cui è coinvolto”. E siamo solo all’inizio.

DI ORIO: ”PM HA CHIESTO ARCHIVIAZIONE, CHIEDERO’ DANNI”

 “Il Pubblico ministero della Procura di Roma, Pietro Giordano, dopo la fase istruttoria e acquisita la relativa documentazione, è giunto alla conclusione di chiedere l’archiviazione delle accuse a suo tempo rivolte al rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando di Orio. Lo rende noto in una nota lo stesso rettore”.

“La richiesta di archiviazione riguarda un presunta concussione operata nei confronti di un docente della Facoltà di Medicina”.

“Accolgo con grande soddisfazione la decisione del Pubblico Ministero” – scrive di Orio “ma non posso non rammaricarmi del danno di immagine causato all’Università dell’Aquila dalla prezzolata macchina del fango, che in questi mesi si è messa in azione contro la mia persona. A tal proposito,  comunico che nessun altra inchiesta è stata mai avviata nei miei confronti o nei confronti dell’Ateneo aquilano, come falsamente sostenuto anche in una recente interrogazione parlamentare”.

“Mantenendo fede all’impegno assunto nel comunicato stampa del 15 aprile scorso, a conclusione dell’intera vicenda il rettore  Ferdinando di Orio terra una conferenza stampa nella quale illustrerà i veri termini della questione e le procedure avviate per la richiesta di risarcimento danni nei confronti della sua persona e di quelli dell’istituzione universitaria aquilana”.

LA REPLICA DI TIBERTI: ”HO GIA’ FATTO OPPOSIZIONE”

“Pur non condividendola, rispetto l’opinione espressa dal Pubblico Ministero, dott. Pietro Giordano. – scrive Tiberti – Occorre però precisare che avverso la richiesta di archiviazione è già stata proposta opposizione, immediatamente assegnata al Giudice per le Indagini Preliminari che dovrà valutare la fondatezza degli elementi emersi a carico del di Orio nel corso delle complesse ed accurate indagini svolte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila”.

“Si resta pertanto fiduciosamente in attesa della decisione che il Giudice vorrà adottare. Sarà ovviamente gradita ogni conferenza stampa nel corso della quale, però, il Rettore non potrà esimersi dal fornire ampia e documentata giustificazione delle ingenti somme incassate dal 2004 in poi e mai fatturate o altrimenti dichiarate al Fisco. Al riguardo, ove e quando la legge lo consentisse, potranno essere messi a disposizione gli atti di indagine assunti Procura della Repubblica di L’Aquila, la cui lettura risulterà assolutamente edificante e chiarificatrice della realtà dei fatti”.

“In ogni caso si è certi che le somme incassate dal di Orio, accertate nell’esatto ammontare anche dal Pm Giordano, coprirebbero, compensandola, qualsiasi eventuale ed infondata richiesta risarcitoria che, auspicabilmente, il di Orio vorrà avanzare”.