L’AQUILA – La Funzione Pubblica Cgil interviene in merito alla questione dei 329 precari della ASL, che rischiano di perdere il loro posto di lavoro.  Scrivono in una nota:

Visto che il Governo nazionale non ha dato il via libera al decreto Chiodi sulle stabilizzazioni, siamo di fronte ad un vero dramma sociale per le famiglie dei lavoratori e per gli utenti del servizio pubblico, perché verranno meno i livelli essenziali di assistenza. Questo significa la chiusura di una serie di reparti e di servizi, l’allungamento delle liste di attesa e l’aumento della mobilità passiva.

“Siamo al tracollo del sistema sanitario in Provincia dell’Aquila- ha detto Dario Angelucci, segretario generale Funzione Pubblica Cgil L’Aquila – Tutti gli ospedali presentano gravi carenze strutturali e di organico, alcuni sono stati chiusi o riconvertiti. Cos’altro deve succedere? A breve non avremo più attività fondamentali, a causa della mancanza di personale.”

“In tutti gli ospedali ci sono dei medici dotati di grande professionalità ed esperienza, che da anni lavorano con contratti precari e garantiscono servizi di grande qualità in ambito specialistico, che saranno licenziati per mancanza di fondi e nel migliore dei casi troveranno occupazione nelle regioni virtuose- ha spiegato Anna Rita Gabriele, segretario funzione pubblica Cgil con delega Comparto medici – Molti di loro sono impegnati nelle attività di emergenza urgenza. Rischiamo, ad esempio, di dover chiudere il Pronto Soccorso dell’Aquila, dove su 12 medici 7 sono precari.”

A causa del Governo, che noi abbiamo pesantemente contestato rispetto alle iniziative di legge che ha adottato sui precari, infermieri, OSS, portantini, personale del ruolo tecnico, fisioterapisti, assistenti sociali e altre figure professionali che lavorano nelle farmacie, nelle cucine e negli servizi degli ospedali andranno a casa e resteranno senza stipendio, nonostante la disoccupazione crescente nel paese e la pesante crisi economica in atto. Dove troveranno cura i cittadini della Provincia dell’Aquila, già fortemente penalizzati dalla vicenda del sisma del 6 Aprile?

Chiediamo alle istituzioni di farsi carico di questa situazione nell’interesse dei cittadini che rappresentano. In assenza dell’atto aziendale e di una strategia per la gestione del problema si rischia uno stato di confusione generale, che rischia di abbattersi sui cittadini, i malati e le loro famiglie. E’ disarmante l’atteggiamento di indifferenza della politica nei confronti di quanto sta avvenendo, considerato che la ASL dà lavoro a 4500 persone più l’indotto che ne deriva.

“Dati i tempi ristretti, occorre chiedere una deroga specifica per la provincia dell’Aquila, che preveda la proroga di tutti i contratti in essere fino al 31/12/2011. Nessuno deve essere licenziato se non viene fuori una proposta di riorganizzazione,che tenga conto dei bisogni dei cittadini e dei territori – ha detto Antonio Ginnetti, segretario funzione pubblica Cgil con delega Comparto sanità – Visto che le due ASL si sono accorpate solo nel 2010 ed il processo di fusione e riorganizzazione è ancora in alto mare, questa soluzione permetterebbe una migliore programmazione per il futuro, evitando l’interruzione di servizi essenziali alla salute dei cittadini.”