L’AQUILA – I lavoratori precari nei maggiori enti pubblici nella provincia dell’Aquila sono circa 800 di cui la maggior parte lavorano nel capoluogo abruzzese. Questi ’dipendenti’ sono 200 in Comune, 130 in Provincia, 120 negli uffici regionali e 326 alla Asl.

I numeri sono stati snocciolati oggi dal segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti, dal segretario provinciale Cgil-Fp Dario Angelucci e dal membro della segreteria aquilana della Cgil-Fp Ferdinando Lattanzi.

I tre sindacalisti hanno chiesto che ”quando la Regione e parti sociali incontreranno il Governo, per parlare della vertenza Abruzzo, venga dato spazio a una discussione sulle vicissitudini del territorio aquilano in piena crisi e duramente provato dal terremoto. C’è bisogno di deroghe altrimenti questo area rischia lo spopolamento”. Altra richiesta della Cgil è che ”come ha già richiesto dal rettore dell’Università Ferdinando di Orio, venga ancora prorogato l’esenzione delle tasse agli iscritti all’Ateneo”.

Tornando ai precari della pubblica amministrazione, la Cgil ha aggiunto che ”gli enti sono riusciti finora ad erogare i servizi ai cittadini grazie all’impego massiccio di queste persone. Ma a causa delle poltiche di questo Governo i precari hanno di fronte solo la prospettiva di essere licenziati allo scadere dei loro rispettivi contratti. Va ricordato che l’economia del capoluogo è basata fortemente sul lavoro impiegatizio. Oltre a non poter più erogare una buona qualità dei servizi, c’è il pericolo che l’economia aquilana continui ad andare ancora più in basso”.

”A completare la situazione – hanno proseguito i sindacalisti – è la drastica riduzione della spesa pubblica sul Terzo settore a causa della quale le Comunità Montane e i Comuni hanno dovuto interrompere i contratti i contratti in essere con le cooperative sociali, con l’affetto della perdita del lavoro per gli operatori e l’interruzione dell’assistenza per gli anziani e disabili abbandonati alla solitudine della loro condizione”.

Trasatti ha concluso ricordando che ”da maggio 2010 a maggio di quest’anno le ore di cassa integrazione in provincia dell’Aquila è aumentata del 16%. La cassa integrazione straordinaria è cresciuta del 60%; diminuisce a meno 32% la cassa integrazione ordinaria, ma solo per il fatto che da questo ammortizzatore si passa a quello straordinario, ultimo ’stadio’ prima del licenziamento”. (s.cas.)