AVEZZANO – Si è dichiarato estraneo alle accuse affermando di “non aver mai preso denaro dall’assicurazione”, l’ex assessore regionale Mario Panunzi, finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Tutti per uno” della procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila) che attraverso le indagini della Guardia di finanza ha scoperto un “emporio” di certificati medici falsi in Marsica.

Con quello di Panunzi, ieri al tribunale di Avezzano davanti al giudice per le indagini preliminari Maria Proia, alla presenza del pubblico ministero Roberto Savelli, si sono conclusi gli interrogatori degli accusati, ad eccezione dell’ex carabiniere Giuseppe Agostinacchio, latitante in Galles.

Secondo l’accusa l’ex politico, dirigente delle cooperative agricole e consulente di aziende private oggi in pensione, dopo essere stato investito da un’automobile a Roma avrebbe lamentato problemi psichici dovuti a stress post traumatico e grazie a delle attestazioni firmate dal dirigente del Centro di salute mentale della Asl di Avezzano, lo psichiatra Angelo Gallese, una delle figure chiave dell’inchiesta, avrebbe potuto incrementare le sue richieste risarcitorie alla propria compagnia assicurativa.

Lungo interrogatorio anche per Gino Arioli, medico di Ortucchio difeso da Antonio Milo, che ha spiegato che le certificazione emesse nei confronti di Panunzi “riguardano patologie reali”.

Interrogatorio di garanzia, ieri mattina, anche per Maria Palma Di Biase, accusata di aver ricevuto con un certificato di Gallese una invalidità da parte dell’Inps.

Lunedì 4 giugno è fissata l’udienza al tribunale del Riesame per i tre indagati in carcere, Gallese, l’imprenditore Arnaldo Aratari, ex professore patron del centro di riabilitazione Medisalus di Gioia dei Marsi (L’Aquila) e il pregiudicato Orlando Morelli.

Ma il gip potrebbe decidere entro venerdì se accogliere le richieste e alleggerire le misure cautelari, presentate dai difensori.

TUTTI GLI INDAGATI

Diciotto in tutto le persone indagate nell’inchiesta “Tutti per uno” che ha portato la Guardia di finanza del comando provinciale dell’Aquila e della compagnia di Avezzano a scoprire un “emporio” di false certificazioni mediche in cui era stato trasformato il Centro di salute mentale della Asl di Avezzano.

Destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere tre persone, il dirigente della Asl Angelo Gallese, il pregiudicato Orlando Morelli e l’imprenditore Arnaldo Aratari, mentre altre sette sono finite ai domiciliari: Tiziana Mascitelli, moglie di Aratari, Luigi Maiello, Maria Palma Di Biase, Gino Arioli, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi, Giuseppe Agostinacchio (latitante) e Carmine Macerola.

Gli otto indagati a piede libero sono il consigliere provinciale di Forza Italia Gianluca Alfonsi, Paolo Di Bella, Njiac Shahini, Ida Morelli, Paola Fracassi, Guglielmo Mascitelli, Mauro Arcangeli e Raffaele La Russa.