L’AQUILA – “Non torno in Forza Italia per elemosinare un posto, ma di certo le scelte di Angelino Alfano, come quella fatta in Sicilia (dove si è alleato con il Partito democratico per le regionali, ndr), sono imbarazzanti”.

Scomparso dai radar da un bel po’, il deputato del Nuovo centro destra-Area popolare, Filippo Piccone, campione di assenteismo nel 2016 a Montecitorio secondo il sito specializzato in statistiche Openpolis, torna così nel dibattito politico in vista delle elezioni del 2018.

Coordinatore regionale degli azzurri e uomo forte del centrodestra abruzzese prima che alla guida della Regione tornasse il centrosinistra, Piccone, ex sindaco di Celano (L’Aquila), prima senatore e ora deputato, ha seguito Alfano al momento dello strappo con Silvio Berlusconi, quando all’inizio del 2015 si è rotto il patto del Nazareno.

“Ma ora la situazione è mutata – dice ad AbruzzoWeb – si è andati oltre la volontà di gran parte del partito che, invece, si vede in una posizione moderata di centrodestra, al punto tale che io ho dichiarato più volte che non ho votato la fiducia a questo governo”.

“Se all’inizio si trattava di un governo di larghe intese, proposto da Berlusconi, che aveva un obiettivo che ho accettato, poi non ho condiviso l’atteggiamento che ha portato all’appoggio dei governi successivi a quello di Enrico Letta. Letta rappresentava un governo di emergenza, ma poi avremmo dovuto trovare un’altra collocazione”.

Piccone, che secondo alcune interpretazioni è primo dei non eletti a Bruxelles e diventerebbe anche parlamentare europeo qualora decadessero i rappresentanti inglesi a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Ue sancita dal referendum del 2016, non le manda a dire ad Alfano: “Il partito si muove in modo non chiarissimo, rispetto alla mia situazione non so cosa succederà per le prossime elezioni, come cambierà lo cenario e se ci sarà una nuova legge elettorale”.

“Di sicuro – taglia corto – non sto con il centrosinistra”.

“Il partito continua a sostenere di essere all’interno di un percorso di centrodestra, salvo interrompersi ogni volta che ci sono elezioni – fa osservare Piccone – avremo una riunione del direttivo che deciderà cosa fare, ma la scelta fatta in Sicilia ci ha messo in grosso imbarazzo, sono scelte effettivamente imbarazzanti e non rispondono alla volontà del partito”.

Poi, l’ammonimento: “O nei prossimi giorni il partito troverà una chiara collocazione, altrimenti cambierò partito oppure resterò a casa”.

Escluso, almeno per ora, un ritorno con gli azzurri: “Forza Italia rimane un grande punto di riferimento – ammette – però anche qui ci deve essere un chiaro orizzonte politico, perche tornare in Forza Italia per elemosinare un posto non lo faccio”.

“Il ‘cerchio magico’ in Forza Italia impedisce un ritorno negli azzurri? No – assicura – è superato il momento in cui prevaleva il cerchio magico. Berlusconi si era tirato indietro, ma ora si è riportato avanti. Ma vanno chiariti anche i ruoli, a mio avviso anche i prossimi sviluppi delinearanno un quadro più chiaro”.

“Se ho avuto contatti con i vertici regionali e nazionali? Parlo con tutti sempre, ho ottimi rapporti con tutti, sia in Abruzzo che a Roma”, svela.

Alla domanda su come siano i rapporti con la senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, infine, Piccone risponde “buonissimi, come con tutti”. Eppure si dice il contrario, fa notare il cronista. La risposta è un “No”, mentre ridacchia.