L’AQUILA – Pressing serrato sul consigliere comunale aquilano Giorgio De Matteis per farlo tornare in pista nella complicata partita per la candidatura a sindaco dell’Aquila con il centrodestra che, in vista delle non lontane elezioni amministrative del prossimo maggio, si presenta ancora segnato da profonde divisioni interne, anche rispetto ad anime importanti come quella dei salviniani che, almeno per ora, fanno corsa a sé.

E proprio quelli di Noi con Salvini, intanto, hanno predisposto il regolamento per le primarie, che presenteranno la prossima settimana, e insistono su quella via, confidando nell’adesione di pezzetti di centrodestra e, soprattutto, nella spinta di una parte di Forza Italia che possa essere in dissenso con la strategia a oggi seguita dai vertici e dal vice presidente regionale, Guido Liris.

Sono queste le novità, ancora soporifere ma che fanno da antipasto alle giornate al calor bianco che verranno, di questo avvio di 2017.

Si avvicina spedito, infatti, il momento di serrare i ranghi e cominciare ad andare sul concreto, visto che le elezioni sono a un passo, anche se potrebbero slittare da maggio a giugno, concedendo ossigeno ai partiti e ai movimenti, che sono alle prese con una campagna elettorale ancora tutta da impostare, nonostante le buone risultanze emerse dal referendum del 4 dicembre scorso.

IL PRESSING SU DE MATTEIS

In tal senso, il sondaggio telefonico dei forzisti per il “casting” del candidato alla fascia tricolore tra una rosa di nomi tuttora in evoluzione, dovrebbe svolgersi di sicuro entro metà mese, quindi in meno di due settimane.

Un termine fissato dopo che, in un primo momento, si era deciso di far condurre l’indagine telefonica prima del referendum costituzionale del 4 dicembre, slittamento che ha fatto pensare alla difficoltà di mettere tutti d’accordo per scegliere la lista dei nomi, e chissà che accadrebbe se le telefonate slittassero ancora.

La proposta di farne parte ora comprende anche De Matteis, che è stato assessore e vice presidente del Consiglio in Regione prima di tentare, cinque anni fa, la candidatura a sindaco con uno schieramento misto civico-politico fuori dal centrodestra tradizionale.

L’interessato, com’è suo costume in questi casi, ammette di essere tirato per la giacca, gongola ma nicchia, tenendo fede al principio già espresso più volte negli ultimi anni, ovvero che, dopo il “sacrificio” del 2012 contro tutto e tutti mai più avrebbe messo la faccia in prima persona, ma si sarebbe “accontentato” di fare il padre nobile della coalizione o almeno di parte di essa.

Ma a 57 anni, troppo pochi per tirare i remi in barca, con una serie di schiaffi politici subìti negli ultimi tempi, dalla fuga dei consiglieri eletti con lui e finiti nelle braccia dei salviniani, fino al brusco no al suo corteggiamento dell’attuale vice sindaco Nicola Trifuoggi, per non dire della ventilata candidatura addirittura con il centrosinistra, pur di trovare uno spazio, seguendo il percorso del sottosegretario di Ncd Federica Chiavaroli, chissà che, invece, non prevalga lo spirito di rivalsa dell’uomo e del politico (di razza).

A quel punto, con Gdm in campo, sarebbe da capire che fine farebbe il riavvicinamento alla coalizione di Carla Mannetti, ex direttore regionale e presidente della società aeroportuale Saga, accreditata di essere il “candidato di bandiera” di ciò che resta del gruppo-De Matteis e pronta a rimettersi appieno in gioco con il centrodestra dopo il ventilato flirt politico, che lei però nega a ogni costo, con il governatore Luciano D’Alfonso.

Andando al sondaggio, emerge come in casa Forza Italia e negli altri gruppi che comporranno questa coalizione, dallo stesso Gdm al gruppo “Immaginazione” dell’ex manager Asl Giancarlo Silveri, ci sia tutta la volontà di tenere segreti i risultati delle consultazioni telefoniche, qualsiasi ne sarà l’esito.

Tra le variabili a cui si baderà ci sarà soprattutto la statistica dell’affidabilità percepita dagli elettori rispetto al singolo nome, un dato che si conquista negli anni e di cui si terrà conto molto di più rispetto per esempio alla popolarità, che invece può essere guadagnata anche con campagne promozionali mirate.

Sui candidati non si registrano aggiornamenti rispetto alle ipotesi già ventilate: il già citato Silveri per i centristi, l’ex sindaco aquilano Biagio Tempesta per Fi, l’ex primo cittadino di Villa Sant’Angelo Pierluigi Biondi per Casapound e Fratelli d’Italia, l’imprenditore Raffaele Gallucci per la società civile. Ma la rosa è tutt’altro che definitiva.

I SALVINIANI E LE PRIMARIE A OGNI COSTO

Intanto, in casa salviniana si flirta apertamente con il gruppo legato all’attuale vice presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, Salvatore Santangelo, rappresentato dall’associazione L’Aquila futura presieduta dal fratello minore Roberto, che tre anni fa si contendeva il ruolo di coordinatore comunale del Popolo della libertà proprio con Liris, con il quale si giocò anche l’elezione in Consiglio, rimanendone fuori.

Santangelo senior ha proposto in una nota “quattro regole per delle sane primarie” e in casa Ncs sono state apprezzate e risultano già inserite nella bozza di regolamento che a breve dovrebbe essere reso pubblico.

I vertici salviniani, che al momento schierano l’ex assessore con Tempesta Luigi D’Eramo come candidato alle primarie, investito direttamente a Pontida, assicurano che le pre-consultazioni si svolgeranno in ogni caso: in caso di voto a giugno entro i primi di marzo, se invece confermata la data di maggio anche prima.

E confidano ancora nella partecipazione forzista, nonostante le svariate dimostrazioni che Fi aquilana di primarie non vuol sentir parlare: posizione ribadita più volte, in alcuni casi anche con toni vagamente irridenti, come quando il coordinatore comunale Stefano Morelli ha detto che il suo partito le farebbe “ma solo se regolate per legge nazionale”, ovvero mai.

Questa insistenza, anche di fronte all’evidenza, nel continuare a “sperare” che Fi partecipi, cela la consapevolezza salviniana che nel partito più grande (che però deve recuperare da un misero 8% centrato 5 anni fa) esista una posizione fin qui minoritaria e inespressa che, di fronte a un possibile caos-sondaggio e ad altri tentennamenti sulla scelta del candidato, potrebbe fare leva sui vertici, da Liris in giù, per aderire alla proposta dei leghisti aquilani.

Una scommessa pericolosa, quella del fronte guidato dall’attuale capogruppo Emanuele Imprudente, basata sui sussurri di qualche scontento, per esempio di chi, viene fatto trapelare, assicura di essersi ritrovato nel comitato comunale forzista “dei 60” addirittura a sua insaputa, ma che, nel panorama fluido di questi mesi, non è detto che sia del tutto campata in aria. Alberto Orsini