L’AQUILA – “La Provincia non ha mai chiesto di poter gestire i 3 milioni stanziati per il centro antiviolenza. Questa responsabilità ci è piovuta addosso, ed è stata una sorpresa”.

Così il presidente dell’amministrazione, Antonio Del Corvo, commenta ad AbruzzoWeb la vicenda relativa al trasferimento di competenze e di denaro per la realizzazione di un centro poliedrico per contrastare la violenza di genere nel territorio aquilano.

Del Corvo svela di essere “già in contatto con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Abbiamo iniziato i primi colloqui – spiega – per vedere se il Comune ha qualche idea da mettere in campo per la realizzazione del progetto, che in ogni caso, porteremo avanti con responsabilità e serietà”.

A destinare i soldi alla Provincia è stato un emendamento alla legge di stabilità. “Abbiamo saputo solo dopo la votazione di dover gestire questi fondi, nessuno ci aveva avvisato – sottolinea – Faccio presente che a oggi esiste la legge ma i soldi non sono ancora nelle casse dell’ente, perché non sono stati ancora stanziati”.

La vicenda è annosa. Con il “decreto Abruzzo” nel novembre 2011, 3 milioni di euro vengono messi a disposizione della Regione Abruzzo dalla presidenza del Consiglio dei ministri a valere sul fondo nazionale per la famiglia e le pari opportunità.

I cosiddetti “fondi Carfagna”, dal nome dell’allora ministro per le Pari opportunità, con l’ordinanza 3978 dell’8 novembre 2012, firmata dall’ex premier Silvio Berlusconi d’intesa con la Regione Abruzzo, vengono divisi in due tranche: la prima metà ,1,5 milioni, affidata alla diocesi per il progetto Samaria per la creazione di centri anti-violenza, è stata poi bloccata per l’intervento della Corte dei conti sul decreto di assegnazione della struttura commissariale.

L’altra metà, affidata alla consigliera di parità della Regione, Letizia Marinelli, per la costruzione di un centro poliedrico per le donne, è finita nel ciclone in questi giorni, riportando di attualità la tematica del centro, di cui si erano perse un po’ le tracce.

Sulla stampa nazionale, infatti, ha campeggiato la notizia dell’assegnazione della restante parte, un altro milione e mezzo, da parte del commissario per la ricostruzione nonché presidente della regione, Gianni Chiodi, appunto alla Marinelli, che secondo il Fatto quotidiano e Repubblica non avrebbe avuto titolo per gestire i fondi e, inoltre, si è rivelata essere, da un’inchiesta sulla gestione dei fondi dei gruppi regionali, sua amante.

Da allora nessuno progetto è stato realizzato o messo in campo. Così nel novembre 2013, con un emendamento alla vecchia finanziaria della senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, i 3 milioni sono trasferiti alla Provincia per provvedere, d’intesa con il Comune, alla realizzazione di un centro poliedrico per le donne e per lo svolgimento di iniziative a contrasto di situazioni di marginalità dovute alle violenze sulle donne e sui bambini.

Fondi che, però, la Provincia attende ancora, a sentire Del Corvo, demandando l’ideazione e la progettazione degli interventi all’amministrazione comunale.

Intanto, proprio su questo aspetto, nella sala Commissioni “Eude Cicerone”, l’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista terrà oggi una conferenza stampa per ricostruire la vicenda del Centro e dei fondi stanziati. Interverrà anche il sindaco Cialente.