CHIETI – Autunno gelido per gli istituti di ricerca della Regione Abruzzo, dove la ricerca si concentra oramai soprattutto sui fondi necessari per evitare la chiusura.
Al Mario Negri Sud di Chieti è arrivato il commissario prefettizio, ma non i soldi per pagare gli stipendi, come avviene al Cotir di Vasto (Chieti), il Consorzio delle tecniche irrigue, al Crab Avezzano (L’Aquila), il Consorzio ricerche applicate alla biotecnologia e al Crivea, il Consorzio per la ricerca viticola ed enologica in Abruzzo, con sede a Miglianico (Chieti).
E non si vedono all’orizzonte neanche strategie di rilancio, se si fa eccezione dei 580 mila euro stanziati dalla Regione a settembre, che sono solo però il classico pannicello caldo.
Entro il prossimo 26 ottobre, al Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti), fondazione formata dal Mario Negri di Milano, Regione e Provincia di Chieti, arriverà un commissario retto da un prefetto, che dovrà far fronte ad un passivo di circa 8,5 milioni di euro e vedersela con un centinaio di dipendenti che non percepiscono lo stipendio da 13 mesi, più un altro centinaio di giovani ricercatori che è lì grazie a una borsa di studio, con arretrati di 11 mensilità.
All’indomani della decisione, però, Cgil e Cisl fanno sentire la propria voce e chiedono l’apertura di un tavolo interministeriale.
Non solo.
I due sindacati chiedono pure che il nuovo commissario sia una persona assolutamente al di fuori dalla situazione, ovvero che ci sia assoluta discontinuità con l’attuale dirigenza della struttura.
A parlare sono Rita Candeloro della Cgil, Sergio Aliprandi segretario provinciale Filcams Cgil, ed Ernesto Magnifico, segretario provinciale Cisl.
Per i tre sindacalisti l’orizzonte è assolutamente a tinte fosche.
“Siamo convinti che la dirigenza del Mario Negri Sud – afferma Aliprandi – stia mettendo da tempo in atto un strategie che porterà alla chiusura dell’istituto di ricerca. La strategia vuole annientare la maggior parte delle specializzazioni del centro, mantenendo solo quella epidemiologica, che è quella meno dispendiosa a livello di costi occupandosi solo di statistica. Cosicché agli altri laboratori sono state tolte risorse in maniera progressiva”.
Il centro di Santa Maria Imbaro è diretto da Gianni Tognoni, che è direttore scientifico, e da Tommaso Pagliani, col ruolo di direttore amministrativo.
Il centro è nato nel 1986 e ha iniziato ad occuparsi di ricerca di base nei settori oncologico, cardiovascolare, neurofarmacologico e di epidemiologia ed ambiente.
Il laboratorio epidemiologico fa capo a Tognoni, il settore ambiente a Pagliani.
Secondo i sindacalisti tutto il settore della ricerca di base è in via di progressivo smantellamento.
“Secondo noi, quello che rimarrà dell’istituto di ricerca – dice Candeloro – potrà essere assorbito dalla fondazione onlus che, nel frattempo, starebbe mutando la propria ragione sociale, iscrivendosi al registro delle imprese per avviare attività commerciali”.
“Tutto questo percorso – interviene poi Magnifico – è avallato dal Mario Negri di Milano e viene svolto nella più completa latitanza delle istituzioni, in particolare di Regione Abruzzo e dalla Provincia di Chieti che fanno parte della fondazione che regge l’istituto. Ci riferiamo soprattutto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che in campagna elettorale è venuto da noi e ci ha promesso interesse e ora, insieme al suo delegato Camillo D’Alessandro, è completamente scomparso”.
Vita dura anche Cotir, al Crab e al Crivea, società gravate da debiti e dal futuro sempre più incerto.
Nella delibera di Giunta in cui sono stati riportati, uno per uno, i debiti delle 25 società partecipate e controllate dalla Regione, esito di un monitoraggio avviato a giugno dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per il Cotir il debito è stato quantificato in 1,3 milioni, per Crab in 1,4 milioni, per il Crivea in 165 mila euro.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Dino Pepe, a settembre aveva messo a disposizione dei programmi presentati dai tre centri di ricerca un finanziamento parziale pari a 520mila euro.
Finanziamento parziale approvato “al fine di consentire il completamento delle linee di ricerca, nonché di portare a termine i programmi di sperimentazione e di innovazione”.
Ma di questi soldi i 287 mila euro destinati al Cotir non si sono ancora visti. E i 29 dipendenti che con essi contavano di poter ricevere almeno tre delle 19 mensilità arretrate, non ancora onorate, sono in stato di agitazione.
A luglio erano arrivati ad occupare il tetto della sede di Vasto, poi hanno presidiato più volte il consiglio regionale.
I lavoratori del Centro hanno anche rischiato di restare senza energia elettrica, poiché l’Enel ha minacciato di sospendere il servizio per le bollette arretrate e non pagate.
Attendono risposte concrete anche il Crab e il Crivea, per cui sono stati stanziati rispettivamente 218 mila e 15 mila euro, che però, anche qui, sono il solito pannicello caldo, perché quello che gli istituti di ricerca si attendono dal governo regionale è il rilancio del settore della ricerca che può avvalersi di alte professionalità, per di più in un settore strategico come le biotecnologie applicate in agricoltura. (Arianna Iannotti e Filippo Tronca)



