L’AQUILA – “A causa del rinvenimento di trovanti rocciosi non rilevati nelle indagini geotecniche preliminarmente eseguite l’impresa aggiudicataria dei lavori ha dichiarato che le soluzioni previste nel progetto per le fondazioni dell’edificio non erano realizzabili e ha chiesto la sospensione dei lavori richiedendo la redazione di una perizia di variante”.

Nuova tegola per la realizzazione della nuova centrale del 118 all’Aquila e, a darne notizia, con una nota inviata alle 19.26 di questa sera, sabato 14 settembre, è la stessa Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Nella nota la Asl fa sapere che “la Direzione Lavori non ha provveduto con tempestività a quanto richiesto e, pertanto, questa Azienda, a tutela dei propri interessi e a garanzia della prosecuzione dei lavori, ha attivato la risoluzione in danno del contratto. La procedura di sostituzione della direzione dei lavori è già in corso. La nuova direzione dovrà identificare la soluzione utile a realizzare le fondazioni, soluzione, tra l’altro, già studiata dai tecnici dell’azienda, e redigere la relativa perizia di variante”.

Il progetto prese le mosse nel 2010, sulla scia dell’emergenza del sisma dell’Aquila dell’anno prima. Dopo vari passaggi amministrativi, per migliorarlo di volta in volta, il progetto venne approvato nel 2015. Ad aggiudicarsi progettazione definitiva ed esecutiva, direzione lavori, misura e contabilità, coordinatore per la sicurezza – si legge su verbale di gara – la Rpa Srl di Perugia (capogruppo mandataria) e Poolmilano (mandante) con un ribasso sulle competenze poste a base di gara del 50%.

A marzo l’Aric ha approvato l’iter e il 14 settembre scorso la Asl 1 Abruzzo ha proceduto all’affidamento dei lavori.

I lavori che, secondo il programma, si sarebbero dovuti concludere entro 16 mesi, sono stati affidati all’impresa RTI Doppia C impianti di Cosimo Capacchione – Consorzio stabile cantiere Italia.

Il progetto è stato finanziato con un importo di circa 4 milioni e 205.000, di cui 2 milioni e 100mila messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna, 1 milione e 984.000 da Bankitalia e 121.000 dalla Asl.

La Asl sottolinea che: “Resta inteso che l’impresa aggiudicataria dovrà procedere, una volta definite le nuove modalità di realizzazione delle fondazioni, alla realizzazione dell’opera nei tempi previsti dal contratto – recuperando il ritardo accumulato – e laddove si dovessero rilevare criticità e, soprattutto, ulteriori ritardi ‘si procederà senza indugio ad ogni azione di tutela’”.