L’AQUILA – Il puntellamento di un palazzo ancora non ricostruito, al civico 22 della centralissima via Paganica, all’Aquila, ha ceduto nelle scorse ore causando il crollo parziale dell’edificio.

Si tratta di una costruzione fortemente danneggiata dal terremoto del 2009 che ora è definitivamente deflagrata.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il sindaco Pierluigi Biondi, che in una nota ha annunciato l’emanazione di un’ordinanza di demolizione del fabbricato “alla quale il Consorzio dovrà attenersi in tempi rapidissimi”.

L’area in cui si è verificato il crollo è già in zona rossa, area interdetta al transito veicolare e pedonale.

All’esito di un confronto tra Comune e vigili del fuoco si  è deciso di posizionare ulteriori barriere per rinforzare i presidi di  tutela della pubblica incolumità.

L’episodio di oggi fa tornare d’attualità il tema della sicurezza dei puntellamenti, che in molti casi non hanno mai subito manutenzione dal giorno del loro montaggio, nell’immediato post-sima.

Nel corso del tempo sono stati documentati molti casi in cui puntellamenti in legno hanno subìto allentamenti, facendo temere per la sicurezza della stabilità degli edifici.

BIONDI: ”PROBLEMA DI PRATICHE, ORA DEMOLIZIONE”

“Verrà emessa un’ordinanza di demolizione per il fabbricato di via Paganica, nel centro storico dell’Aquila, che la notte scorsa è stato interessato da un crollo”.

Ad annunciarlo in una nota il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, intervenuto sul posto insieme ai Vigili del fuoco.

“Tale fenomeno è da ascriversi al problema dei ‘buchi neri’ della ricostruzione del centro storico – afferma ancora Biondi – e alle lungaggini burocratiche di alcune pratiche, che presentano situazioni controverse”.

Il crollo della costruzione, situata al civico 22 di via Paganica, all’incrocio con via San Benedetto in Perillis, in piena zona rossa, area già interdetta al transito pedonale e veicolare – scrive Biondi – si è verificato a seguito del cedimento di una parete già compromessa dagli eventi sismici, tanto che una porzione consistente aveva già ceduto nel 2009 e non era stata oggetto di opere provvisionali di messa in sicurezza”.

All’esito di un confronto tra il Comune dell’Aquila e i Vigili del fuoco si è deciso, dunque, di posizionare ulteriori barriere per rinforzare i presidi di tutela dell’incolumità pubblica, a cui seguirà un’ordinanza di demolizione”, alla quale il consorzio dovrà attenersi in tempi rapidissimi”.

LE REAZIONI

ROMANO: ”SOPRINTENDENZA NON C’ENTRA, BIONDI E’ CONFUSO”

“Il fatto che il palazzo interessato dal crollo in via Paganica fosse vincolato, come gran parte del centro storico, non c’entra nulla con i ritardi, perché quell’immobile è ancora alla scheda parametrica parte prima e quindi manca il progetto esecutivo; dunque non si poteva ancora passare al parere della Soprintendenza. Questo per amore della verità”.

È quanto scrive in una nota il capogruppo in Consiglio comunale del Passo possibile, Paolo Romano, in risposta alle dichiarazioni del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, considerate “scarne e confuse”.

“Sul crollo del rudere in via Paganica, Biondi imputa i ritardi al fatto che sia un immobile vincolato e dunque addita la Soprintendenza – afferma Romano – basterebbe farsi un giro sul sito dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) per sapere le notizie sull’immobile”.

Poi il consigliere accusa Biondi di non essere ferrato sulla ricostruzione, di cui il sindaco ha voluto tenere personalmente la competenza invece di delegare un assessore.

“Un vero sindaco eviterebbe di gettare discredito su un ufficio dello Stato, che ha dato ampia prova di efficienza e capacità nei primi anni della ricostruzione proprio con gli edifici vincolati, partiti senza passare per l’allora filiera e ancora oggi con la Basilica di Collemaggio e le mura civiche, orgoglio di questa città e tutto questo nonostante un organico ridotto al minimo”, dichiara Romano.

“Se il centro storico del capoluogo abruzzese non avesse avuto il vincolo diretto e indiretto per i suoi palazzi, adesso non vedremmo tutte le gru che ci sono – continua ancora – E questo un sindaco con delega alla Ricostruzione dovrebbe saperlo”.

Infine, il capogruppo del Passo possibile spiega che per la precedente amministrazione, guidata da Massimo Cialente, problemi come questo erano all’ordine del giorno.

“Se l’amministrazione precedente aveva fatto le delibere per le demolizioni in anticipo, le cantierizzazioni in anticipo e i commissariamenti in caso di inottemperanza, era di certo perché si conoscevano bene i problemi e si fornivano gli strumenti per superarli – conclude – Più di un anno fa, il 18 novembre 2016, l’Usra chiese le integrazioni al progetto in questione, che i progettisti non hanno mai consegnato e qualche giorno dopo è stata anche reiterata la richiesta”.