‘Diamo la possibilita’ ai cittadini di revocare il mandato a chi non lo rispetta, cambiando partito o tradendo in maniera evidente gli impegni che aveva assunto in campagna elettorale’. A lanciare questa proposta e’ Alfredo Castiglione, capogruppo di An, che ha dato mandato a un gruppo di lavoro affinche’ ne prepari una proposta per il Consiglio Regionale. Queste le motivazioni: ‘L’esigenza – spiega Castiglione – e’ quella di porre un freno all’indecorosa transumanza degli eletti da un partito all’altro, alla mercificazione dell’incarico elettivo a fini personali, restituendo il pallino agli elettori attraverso un referendum con il quale possano confermare o ritirare la fiducia ai politici senza aspettare la fine del mandato’. ‘Il diritto di revoca – continua Castiglione – meglio conosciuto all’estero come ‘recall’ e’ gia’ operativo in numerosi Stati, dagli Stati Uniti alla Confederazione Elvetica, e consiste proprio nella possibilita’ per gli elettori di revocare anticipatamente, attraverso un referendum popolare con quorum prestabiliti, il mandato elettivo a chi non l’ha rispettato. Pensiamo a Del Turco. Non soltanto ha lasciato un partito per accomodarsi in un altro, ma – sempre secodo il capogruppo di An – ha tradito clamorosamente gli impegni presi, limitandosi a una politica degli annunci fatta di tante chiacchiere e pochissimi fatti, una non politica che ha deluso la stragrande maggioranza degli abruzzesi. E perche’ gli elettori devono assistere impotenti per altri 2 anni e mezzo a questo indecoroso spettacolo senza potere fare nulla? Con il recall, se potessero pronunciarsi nuovamente, sicuramente eviterebbero all’Abruzzo altri danni, restituendo l’amministrazione regionale nelle mani di chi e’ interessato al bene collettivo piu’ che dall’avere una bella foto sui giornali. Prevedendo tale opportunita’, inoltre, ogni politico ci penserebbe sopra un bel po’ prima di lasciare un partito grazie al quale (ai voti di lista) sono stati eletti. Se oggi un politico lo fa con disinvoltura, e’ proprio perche’ si sente svincolato dagli impegni presi con chi l’ha votato e sa che per qualche anno rispondera’ solo a se stesso, sentendosi cosi’ legittimato a utilizzare l’incarico ricevuto per massimizzare le utilita’ personali e le prebende che gli vengono offerte da un partito o da un altro. Spero che una proposta del genere – che va nella direzione da tutti a parole auspicata della moralizzazione della vita politica – possa essere applicata a livello regionale, magari con una modifica dello Statuto. La politica – conclude Castiglione – non puo’ ridursi al calciomercato ne’ puo’ diventare ostaggio di chi da’ vita a partiti politici per ricattare e condizionare le scelte di chi e’ stato eletto dagli elettori’.

Fonte: ACRA