L’AQUILA – “Sugli aspetti di rilevanza penale indagherà eventualmente la magistratura”.

Ipotizza addirittura un’inchiesta giudiziaria, il parlamentare Udc Pierluigi Mantini, sul caso dell’apparentamento saltato tra Partito democratico e Futuro e libertà con tanto di lista della spesa delle poltrone saltata fuori, su cui si è scatenata la polemica politica in vista del ballottaggio del prossimo weekend.

“Abbiamo depositato oggi un’interrogazione al governo, in persona del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri – svela – per chiedere quali misure intende assumere il governo, a partire dal caso specifico dell’Aquila, ‘al fine di garantire che tali ingerenze della politica nella lottizzazione dell’amministrazione gestionale, professionale e tecnica degli enti locali, non alterino il corretto svolgimento delle elezioni amministrative e comunque siano prevenute e contrastate, anche attraverso un nuovo codice etico per gli enti locali'”.

Secondo il parlamentare aquilano, “i fatti emersi, attraverso prove documentali, sono gravi, contrari al rispetto dei principi di legalità, trasparenza e professionalità negli incarichi pubblici, e generano seri dubbi sulla gestione amministrativa passata e su quella futura in una situazione tanto delicata quale è quella del comune dell’Aquila dopo il terremoto”.

Per Mantini, che firma una nota assieme al commissario regionale dell’Unione di centro Armando Dionisi, “sotto il profilo politico e dell’etica pubblica non riteniamo di doverci adattare alla logica della spartizione dei posti nelle società municipali e nell’amministrazione pubblica, tecnica e professionale sulla base di interessi personali o di convenienze politiche”.

“Il caso dell’Aquila, che può avere effetti anche sul regolare e sereno svolgimento delle elezioni amministrative – aggiungono i due – dev’essere chiarito in tutti gli aspetti affinché queste condotte non si ripetano”.