L’AQUILA – “Magari fossero i monogruppi il problema di questa città adesso!”. 

Il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, minimizza le polemiche delle ultime sollevate dall’articolo di Gian Antonio Stella, su Sette, periodico del Corriere della Sera, in cui il giornalista denuncia la ”Torre di Babele” dei 19 gruppi consiliari aquilani.
 
“Sarebbe auspicabile una riduzione, magari con un accorpamento delle liste civiche che non rappresentano posizioni politiche precise – ammette – Avere a che fare con 4 o 5 gruppi mi semplificherebbe la vita!”.
 
Secondo Benedetti “il problema è politico, non di spreco di denaro pubblico. Un consigliere, infatti, percepisce un’indennità mensile di 280 euro, guadagnando in un anno tutti insieme la metà di quello che percepisce Stella in una settimana”.
 
Bendetti precisa che il Consiglio comunale è un organo collegiale che sta “in prima fila”, affrontando argomenti di rara importanza.
 
“Approviamo progetti per milioni di euro – conclude – Devo ringraziare tutti i consiglieri per come si stanno comportando in questa fase. Questo è un lavoro che si fa o per passione o per malattia”. (m.gal.)