L’AQUILA – Altissima tensione nella coalizione di centrosinistra in particolare nella “parte sinistra”, pronta a correre da sola per le elezioni regionali del 25 maggio: una grana non da poco per il suo candidato presidente, Luciano D’Alfonso.
Sinistra ecologia Libertà sbatte infatti i pugni sul tavolo e minaccia di correre in solitaria con un suo candidato governatore se, da parte di D’Alfonso non arriverà un dietrofront sulla contestata campagna acquisti di candidati di centrodestra, pronti a entrare nelle due e forse più liste del presidente, e chiarimenti in merito alle seu recenti dichiarazioni in cui si escludono le dimissioni nel caso di condanna in Appello al processo Housework.
Una decisione, in tal senso, potrebbe essere presa già domani nell’assembla regionale del Sel convocata a Pescara, tenuto conto dei tempi molto stretti, in quanto le liste ed eventuali candidati presidenti andranno presentati entro il 25 aprile.
A ribadire la linea dura già affermata in una nota del rappresentante all’Emiciclo Franco Caramanico, candidato sconfitto alle primarie contro D’Alfonso, sono stati oggi i vertici del partito aquilano, ovvero Umberto Innocente, coordinatore provinciale, Marino Bruno membro del coordinamento regionale, Giustino Masciocco, consigliere comunale, Betty Leone, assessore comunale, Pina Leone, coordinatrice del circolo cittadino.
Lo stesso fa l’Italia dei valori, con una nota al vetriolo di Alfonso Mascitelli, leader regionale e pure lui sconfitto alle primarie dal’ex sindaco di Pescara, che denuncia il rischio “ammucchiata” e chiede chiarezza al Pd per capire se restare in coalizione oppure uscire.
SEL L’AQUILA: “IMBARCARE CENTRODESTRA NON ERA NEI PATTI”
“Quando Sel si è impegnata nella costruzione della coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali – esordisce Masciocco – ha inteso essere protagonista di un percorso reale di svolta, alternativa per programmi, idee e metodi al centrodestra di Chiodi. Ora però sta accadendo qualcosa che preoccupa noi del Sel e tantissimi cittadini: non era nei patti sottoscritti prima delle primarie che venissero imbarcati pezzi di centrodestra, addirittura assessori e consiglieri che hanno condiviso il fallimento totale della legislatura di Chiodi!”.
“Ci sono troppe liste civiche, oltre quelle concordate nella carta d’intenti firmata dai componenti la coalizione, che di società civile non hanno neanche la pallida traccia. A D’Alfonso diciamo – conclude Masciocco – basta raccattare voti in questo modo, un conto e vincere un conto è governare, è non si può certo farlo se si desidera cambiare questa Regione, con l’assessore regionale della giunta Chiodi Angelo Di Paolo e la consigliera regionale eletta con il Pdl Daniela Stati”.
“D’Alfonso si deve rendere conto che in questo modo sta sacrificando la coalizione di centrosinistra sull’altare delle larghe intese – incalza la Leone – Sta credo disaffezione nel nostro elettorato: si pensi alla bassissima affluenza al voto delle primarie qui all’Aquila, poco più di 1.000 persone contro le 3.500 delle primarie Bersani-Vendola e delle primarie per il candidato del Pd aquilano. Ciò indica quanto poco siano condivise le scelte del candidato D’Alfonso”.
E aggiunge ancor più pragmaticamente il coordinatore Innocente: “Mettere in lista transfughi del centrodestra non paga neanche dal punto di vista strettamente elettorale: alla fine saranno più i voti che si perderanno a livello regionale, a favore soprattutto del Movimento 5 stelle, o in termini di astensionismo, che quelli che si prenderanno nei territori dei candidati imbarcati”.
Ecco dunque il primo punto dell’ultimatum: massimo due liste del presidente, ma che siano davvero espressione della società civile, e soprattutto la cancellazione dalle liste di tutti quei nomi che abbiano una provenienza dal centrodestra o che abbiano governato con l’uscente giunta regionale.
C’è poi la questione morale: D’Alfonso in un recente intervista ha affermato che non si dimetterà in caso di condanna in appello nel processo Housework che lo ha visto già assolto in primo grado. Affermazione che non piace affatto agli alleati del Sel.
“Questa risposta – osserva Bruno – è contro i principi di etica politica su cui i candidati alle primarie del centro sinistra si sono impegnati aderendo alla cosiddetta Carta di Pisa”.
Da qui la seconda richiesta dell’ultimatum: Luciano D’Alfonso deve correggere il tiro, smentire la sua indisponibilità a dimettersi in caso di condanna. Altrimenti ribadisce per l’ultima volta Masciocco, ognuno per la sua strada. “Sel è disposta all’alleanza ma non può farlo a tutti i costi e a qualunque prezzo, i sondaggi ci danno ben sopra al 4%, e c’è una forte sintonia con l’Italia dei valori, che condivide il nostro stesso malessere”.
CARAMANICO E PAOLINI: ”RISPETTARE CODICE ETICO, CONVOCHIAMO UN TAVOLO”
Sel e Idv non mollano la presa nell’opposizione alle candidature nel centrosinistra di esponenti del centrodestra volute dal candidato presidente, Luciano D’Alfonso, ultima quella dell’assessore regionale ai lavori pubblici Angelo Di Paolo, ieri dimessosi dall’esecutivo di centrodestra.
Entrambi i partiti auspicano il rispetto di “codici etici e carte d’intenti” e la convocazione urgente una riunione del tavolo di centrosinistra: non parlano di uscita dalla coalizione, ma non sono escluse azioni clamorose qualora si continuasse su questa strada. In particolare il consigliere regionale di Sel Franco Caramanico fa appello al Pd di far recedere D’Alfonso da questo intenzione.
“La cosa è semplice: abbiamo lavorato per costruire un governo di centrosinistra con un programma dettagliato, una carta d’intenti e un codice etico – spiega Caramanico -. Mi attengo a questo impegno e mi auguro che ci sia un atteggiamento di rispetto degli accordi anche da parte di altre forze politiche. In questo senso rivolgo un appello al Pd affinché parli con il candidato alla presidenza Luciano D’Alfonso”.
Il consigliere regionale dell’Idv Lucrezio Paolini ricorda che “ci sono state un paio di riunioni del tavolo della coalizione nelle quali l’Idv ha ribadito il principio secondo cui tutte le candidature debbano essere condivise dopo un’attenta analisi delle stesse”.
“A parte le notizie di stampa che evidenziano la discussione di un componente della giunta regionale, il tavolo della coalizione non si è ancora riunito, ritengo lo debba fare al più presto per discutere sulle ipotetiche candidature dell’assessore dimissionario di paolo e altri. Ulteriori decisioni – conclude l’esponente dell’Idv – sono successive a questo incontrano”.
Sel con Caramanico e Idv con il segretario regionale, Alfonso Mascitelli, hanno partecipato alle primarie per il candidato alla presidenza del centrosinistra vinte con largo margine da D’Alfonso.
MASCITELLI: “NO AMMUCCHIATE, PD SIA CHIARO E VEDREMO SE USCIRE O NO”
“La questione delle candidature provenienti dalle Giunte di destra non può più essere una questione riservata alle scelte del solo candidato presidente, perché coinvolge direttamente la natura e le ragioni stesse di un’alleanza sottoscritta da diversi partiti e in particolare da chi ha promosso le primarie”.
È la posizione espressa dal segretario regionale dell’Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, candidato sconfitto alle primarie di coalizione per la presidenza, che nei prossimi giorni riunirà l’organismo regionale.
“Non si tratta di escludere qualcuno e salvarne qualcun altro, ma di stabilire un criterio semplice e trasparente che valga per tutte le candidature – prosegue – Chi ha governato in Giunte di destra, dalle quali non ha preso le distanze in tempi non sospetti, se ha un ravvedimento operoso sincero e vuole aiutare l’Abruzzo a cambiare, può farlo ma senza bisogno di candidarsi”.
“La coalizione che si è costituita, grazie anche al prezioso apporto di liste civiche, è stata chiamata ‘Insieme il Nuovo Abruzzo’ perché si vuole dare voce al bisogno di cambiamento che i cittadini si attendono e ci chiedono – sottolinea poi – Se qualcuno la pensa diversamente avrebbe dovuto dircelo prima e in quel caso l’alleanza si sarebbe dovuta chiamare ‘Ammucchiata per il solito Abruzzo’”.
“Poi capisco che la Giunta di Chiodi è allo sbando più totale, ma che il centrosinistra si debba far carico anche di candidare un suo assessore a due settimane dalla presentazione delle liste è veramente troppo”, sbotta.
“Chiediamo che il Pd ci dica cosa vuole fare, senza ipocrisie o dichiarazioni individuali – conclude Mascitelli – e metta tutti gli altri partiti nella condizione di decidere autonomamente se ancora esistono o meno le ragioni per restare in coalizione”.





