L’AQUILA – “Non vorrei che l’ultima uscita del premier Berlusconi fosse solo una boutade. Le sue non sono parole di preoccupazione di un padre per la sua famiglia, la Protezione civile, quanto un tentativo di isolarci ulteriormente dal resto del Paese”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è tornato oggi sulle affermazioni del presidente del Consiglio e sul suggerimento alla Protezione civile di non recarsi più all’Aquila, a rischio “colpi di pistola in testa”.
In apertura dei lavori del Consiglio comunale straordinario, sulla proroga della sospensione del regime fiscale, Cialente ha ribadito che “questa è una terra che sempre sarà riconoscente alla Protezione civile e ai suoi 17.500 uomini e donne, con diverse divise, che si sono alternati nel nostro territorio”.
“Qui – ha aggiunto il sindaco – non ci sono menti fragili soprattutto tra i familiari delle tante vittime che continuano a soffrire in silenzio. La nostra città è talmente colta e civile che anche quando protesta lo fa con dignità. Ci sentiamo offesi per le parole di Berlusconi e rifiutiamo l’immagine che ci è stata attribuita. Noi non siamo un popolo ingrato e incontentabile. Pertanto è bene che al Paese passi questo messaggio, la verità”.



