L’AQUILA – “La Regione deve intervenire con la massima urgenza per rendere adeguati alle norme antisismiche i 6.000 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica costruiti in zone altamente sismiche, come ad esempio quelli realizzati a L’Aquila e nei Comuni del cratere, nella Marsica (come Avezzano), nella Valle Peligna (come Sulmona e Pratola Peligna), nelle Zone 1 e 2 delle Province di Chieti, Pescara e Teramo”. A scriverlo è il portavoce del movimento inquilini “Mia casa Abruzzo”, Piò Rapagnà.

“Il Mia Casa d’Abruzzo ha ricordato più volte alla Regione la esistenza di due specifici studi sullo stato di sicurezza antisismica degli alloggi pubblici Atere dei Comuni, studi effettuati nel 1999 e aggiornati nel 2003 rispettivamente dalle Società ‘Collabora Engineering’ e ‘Abruzzo Engineering’ per conto della Regione Abruzzo medesima e della Protezione Civile Nazionale”.

“Nella Provincia dell’Aquila la maggior parte delle 6.870 abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica, in locazione ed a riscatto, è stata costruita, specialmente dagli anni ’60 in poi, in zone sismiche classificate di Zona 1 (49 Comuni) e di Zona 2 (59 Comuni) sin dal 1962: classificazione aggiornata dal Decreto Ministeriale del 14 luglio 1984 e modificata successivamente dalla Regione Abruzzo. Nelle stesse zone ad alto rischio sismico circa 1.850 abitazioni sono state realizzate da Cooperative, Consorzi, Enti previdenziali e professionali, Banche ed Istituti di credito”.

“Il ‘rischio temuto’ per la stabilità degli edifici e per la sicurezza e la incolumità degli Inquilini Ater e delle Case Parcheggio dei Comuni è molto fondato, così come è fondata la preoccupazione che il problema venga “di nuovo” sottovalutato a livello politico come, di fatto, è avvenuto, ancora una volta in sede di approvazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011/2013 della Regione Abruzzo”.