L’AQUILA – Il Giudice per l’udienza preliminare, Giuseppe Grieco (nella foto), ha rinviato al 25 settembre l’udienza per il filone d’inchiesta sui crolli alla casa dello studente, in cui il 6 aprile 2009 sono morti otto giovani. Nell’udienza di oggi è stata accolta l’istanza di citazione dei responsabili civili, illustrata dall’avvocato di parte civile Wania Della Vigna e condivisa dai legali delle altre parti civili.
I cinque responsabili civili che potranno costituirsi a settembre sono Angelini immobiliare, il ministero dell’Istruzione e dell’Università, l’Università degli Studi dell’Aquila, la Regione Abruzzo e l’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu).
L’avvocato Della Vigna ha rievocato tutta la vicenda della casa dello studente, che parte dalla costruzione nel 1965 come palazzo Angelini, passando per la vendita del 1979 all’opera universitaria e il passaggio alla Regione Abruzzo nel 1982, fino al successivo passaggio all’Adsu negli anni Novanta: tutti cambi che hanno fatto alternare gli enti e le società nei ruoli di proprietario e quindi di custode dell’edificio, motivo in virtù del quale vengono citati come responsabili civili.
Quella del 25 settembre sarà l’ultima udienza prima del pronunciamento della Corte di Cassazione sull’istanza di rimessione presentata dai legali Attilio Cecchini e Angelo Colagrande, legali dell’indagato Pietro Sebastiani (presidente della commissione di collaudo), e dall’avvocato Massimo Carosi, che assiste Claudio Botta (progettista della struttura). Queste difese ritengono che all’Aquila non ci sono le condizioni ideali per celebrare il processo e chiedono lo spostamento a Campobasso.
Il Gup Grieco, dal canto suo, già in passato ha spiegato di non voler nominare periti per l’eventuale incidente probatorio prima che la Suprema Corte decida sulla rimessione ad altro giudice. Per questo motivo, ha aggiunto oggi, nell’udienza di settembre ci sarà spazio solo per la citazione dei responsabili civili. Dopodiché la palla passerà alla Cassazione, per sapere se il processo si svolgerà nel capoluogo oppure in Molise.
In conclusione dell’udienza è stata letta dallo stesso Grieco una nota informale in cui la Presidenza del Consiglio ha espresso la volontà di entrare nel processo, anche se non si è potuto chiarire in quale modo sarà possibile.
IL GUP: ”NECESSITA’ DI SNELLIRE I TEMPI”
L’AQUIILA – Nel corsod dell’udienza preliminare di oggi, il Gup Giuseppe Grieco ha ribadito la sua volontà di snellire il processo penale, tenendo separati i procedimenti civili.
“Sono convinto – ha detto – che dobbiamo dare una risposta ragionevolmente celere ai deceduti, ai loro familiari e anche agli imputati, perché la loro condizione non può durare per sempre. Io sono il giudice penale, il capo d’imputazione, formulato professionalmente in modo impeccabile, ci parla di 45 anni di vicende. Un buon civilista potrebbe trovare numerosi spunti”.
“Se il nostro impegno di solito è 100 – ha concluso Grieco – questa volta dev’essere 150. Dobbiamo dire la verità e la verità è che tra l’udienza preliminare, primo e secondo grado di giudizio e Cassazione ci vorranno almeno 18 anni, e sono ottimista”.
LA DIFESA: CECCHINI, ”STIAMO FAVORENDO SVILUPPO DEL PROCESSO”
L’AQUILA – “Abbiamo assunto un atteggiamento che favorisce lo sviluppo del processo, senza pregiudicare ovviamente la nostra aspettativa sulla possibile rimessione degli atti”.
Lo ha detto l’avvocato Attilio Cecchini, che assieme a Angelo Colagrande difende Pietro Sebastiani, presidente della commissione di collaudo della casa dello studente, nel processo per il crollo della struttura la mattina del 6 aprile 2009.
Spiegando l’atteggiamento della difesa, Cecchini ha detto che “il Gup non ha sospeso il processo, anche se avrebbe potuto, noi non ci siamo opposti e attendiamo che la Corte di Cassazione il 27 si pronunci sulla nostra istanza”.
Quanto alla citazione dei responsabili civili (Angelini, Università, Miur, Regione e Adsu), Cecchini si è limitato a dire che “noi difensori abbiamo preso atto di questa richiesta e ovviamente è nel nostro interesse che si allarghi il contraddittorio a tutte le parti interessate”.
L’avvocato ha concluso spiegando che “faremo un’udienza qualche giorno prima del 27, per la regolarizzazione del contraddittorio nei riguardi dei responsabili civili, che dovranno essere citati dalle parti civili che li hanno sollecitati”.
COMITATO VITTIME: ”BENE VOLONTA’ GUP DI SNELLIRE TEMPI”
L’AQUILA – “La volontà del Gup Giuseppe Grieco di snellire i tempi del processo sui crolli alla casa dello studente per noi è molto importante”. È il commento di Antonietta Centofanti, portavoce del comitato dei genitori delle vittime, che il 6 aprile 2009 ha perso il nipote Davide.
“È fondamentale – spiega – che le cose procedano con un certo ritmo: la decisione di Grieco di fissare udienze ogni 15 giorni nonostante l’istanza di rimessione ad altro giudice è un segnale positivo. In qualche modo, il processo si è messo in moto”.
Il comitato resta contrario allo spostamento del procedimento a Campobasso, come richiesto dagli avvocati Cecchini, Colagrande e Carosi. “Ribadiamo – aggiunge la Centofanti – che non ci sono validi motivi per lo spostamento dall’Aquila. Neanche tutte le difese lo hanno chiesto, e questo è un segno”.
“I motivi – conclude – sono primo perché qui è avvenuta la tragedia, secondo perché L’Aquila non può essere scippata dei suoi processi, terzo perché per noi sarebbe molto faticosa una peregrinazione in giro per l’Italia”.
IL PAPA’ DI LUCA: ”VERITA’ PRIMA POSSIBILE”
L’AQUILA – “È quello che ci auspichiamo dal 6 aprile 2009: che la verità venga fuori il prima possibile per avere giustizia su quello che è successo”.
Lo afferma Roberto Lunari, padre di Luca, una delle nove vittime della casa dello studente, commentando la volontà espressa dal Gup Giuseppe Grieco di condurre il processo in tempi snelli. “Purtroppo – aggiunge – ci sono le ferie, giustamente la macchina si ferma e si riprende a settembre”.
Quanto all’istanza di rimessione ad altro giudice, “lo spostamento a Campobasso per noi non causa nessun problema, visto che la giustizia per noi è in Italia. Quindi – conclude Lunari – ciò che succede a Campobasso succede a Milano, Roma, Torino e così via. Problemi non ce ne sono, probabilmente chi lo ha chiesto troverà convenienza”.



