L’AQUILA – “Che cosa dire, le sentenze della Corte di Cassazione vanno rispettate”.

Appare rassegnato ma sereno Massimo Carosi (nella foto), legale del progettista Claudio Botta nel processo sui crolli del 6 aprile 2009 alla casa dello studente, dopo la bocciatura dell’istanza che ha presentato alla Suprema Corte per chiedere la rimessione ad altro giudice con lo spostamento del processo a Campobasso.

Presentata assieme ai colleghi Attilio Cecchini e Angelo Colagrande (che difendono Pietro Sebastiani, presidente della commissione di collaudo dell’edificio), l’istanza afferma che nel tribunale del capoluogo non ci sarebbero le condizioni ideali per celebrare serenamente il processo, visto il clima di caccia alle streghe: le frasi del procuratore Alfredo Rossini e le manifestazioni dei familiari delle vittime vengono ritenute in grado di condizionare l’operato dei magistrati.

“Prendiamo atto – ha detto Carosi – che la Corte non ha condiviso la nostra posizione, ma speriamo che quest’istanza, segno di una nostra convinzione ben radicata, serva a rafforzare l’equilibrio che la Corte ritiene sussistere nei giudici aquilani”.

Carosi ha specificato che “questo non è un avvertimento, né un consiglio, ma per quello che mi riguarda è un auspicio: che quest’istanza possa sensibilizzare la magistratura aquilana”. (alb.or.)