L’AQUILA – Ha lavorato a pieno regime fino a questa estate casa Filoxenia, nata nel 2015 a Civitaretenga (L’Aquila), e voluta dall’Arcidiocesi dell’Aquila insieme alla Caritas per accogliere e restituire dignità a una figura particolare e nuova anche sotto l’aspetto normativo: il papà separato, costretto, in molti casi, anche all’indigenza da sentenze di tribunale esorbitanti.
Attualmente tutti gli ospiti sono andati via, avendo trovato un lavoro e, quindi, la possibilità di prendere in affitto un’abitazione dove poter esercitare con serenità la propria genitorialità.
“L’ultimo ospite è andato via ad agosto – conferma ad AbruzzoWeb Massimiliano De Simone, gestore di Filoxenia nonché direttore della Caritas diocesana – Gli abbiamo trovato un’occupazione che ha consentito di prendere in affitto una casa a Navelli, dove può incontrare i figli e stare sereno”.
“Al momento non abbiamo richieste – aggiunge – e sono molto soddisfatto della riuscita del progetto: quando abbiamo aperto eravamo i soli ad aver affrontato il problema. Uomini vessati dalle ex mogli, impossibilitati a causa dei mantenimenti esorbitanti ad avere una vita dignitosa e privati molto spesso dei propri figli”.
“Il Comune del’Aquila si è fatto promotore di una grande iniziativa sociale, facendo rientrare i papà separati nella categoria delle fragilità sociali e quindi aventi diritto a un Map o a un modulo del progetto C.a.s.e.”, rileva.
“Questa nuova soluzione abitativa li ha riportati in città mentre qui erano decentrati – continua ancora – aumentando così le possibilità di trovare un’occupazione lavorativa per ricominciare da capo e guardare con speranza al futuro”.
Non ci sono ospiti, ma nuovi progetti sì. “Sarà comunque una struttura attiva, stiamo facendo delle piccole migliorie, pensando di allargare il concetto di ospitalità ad altre categorie di bisognosi – conclude De Simone – Stiamo studiando e facendo il punto sulle esigenze di tutti e capire quale possa essere l’utilizzo migliore”.




