L’AQUILA – “I tempi del rientro della famiglia Di Marco non dipendono più da noi, essendo diventato un problema di ordine pubblico dopo l’occupazione abusiva dell’appartamento, ma sicuramente le autorità competenti consentiranno nel più breve tempo possibile il ripristino della disponibilità dell’alloggio”.
Così Francesca Aloisi, amministratore unico dell’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale proprietaria dell’abitazione di Avezzano (L’Aquila) liberata stamattina con un blitz interforze dalla famiglia di rom che l’aveva occupata abusivamente nei giorni scorsi approfittando del fatto che i legittimi assegnatari fossero fuori per lavoro.
“È stato ripristinato un minimo di legalità e adesso spero che nel più breve tempo possibile la famiglia legittimata possa rientrare in casa – aggiunge – Siamo grati alle forze dell’ordine, adesso saranno intraprese tutte le procedure necessarie affinché la famiglia possa rientrare. Un grande passo è stato fatto anche perché ci vuole una grande sinergia tra tutte le forze, non è stato facile essendoci anche un minore tra gli occupanti abusivi”.
La famiglia rom che oggi è stata sgomberata “non so dove vada – dice la Aloisi – lo vedremo anche con il sindaco, questa famiglia non è in graduatoria e non so dove era prima, penso che tornerà dov’era prima”.
L’Ater che stamattina ha provveduto alla sostituzione del portoncino, esclude poi che la famiglia Di Marco non abitasse la casa che le era assegnata, come hanno insinuato alcuni condomini esibendo bollette con importi esigui: “A noi risulta che era regolarmente abitata, se avessimo avuto un diverso sentore saremmo intervenuti, ma in ogni caso gli occupanti abusivi in quanto tali andavano sgomberati”.
L’abusivismo nelle case popolari della provincia dell’Aquila ha una incidenza che rientra nella media nazionale, con 150-170 alloggi occupati sui 5 mila complessivi dell’Ater. “È un fenomeno che va trattato con l’ausilio forze dell’ordine, un problema reale che va trattato, verificato e arginato – spiega la Aloisi – noi facciamo ciò che è in nostro potere fare attivando l’ufficio legale per procedere allo sfratto dei morosi colpevoli, quelli cioè che potrebbero pagare e non lo fanno”.
“Gli occupanti abusivi – puntualizza infine l’amministratore – non hanno una etnia particolare, ci sono italiani, comunitari ed extracomunitari, è un problema legato alle contingenze economiche particolarmente gravi e al fatto che lo stock abitativo del patrimonio di edilizia pubblica è rimasto fermo mentre la domanda è cresciuta”. (m.sig.)





