AVEZZANO – La casa di appuntamenti scoperta in via Roma ad Avezzano (L’Aquila), sembra non essere un caso isolato ma parte di una fitta ragnatela, con sede all’Aquila, che coinvolgerebbe tutta la Marsica.

Quest’ipotesi è stata avanzata dai carabinieri di Avezzano che, dopo il blitz, si sono messi sulle tracce di altri sudamericani a capo di attività analoghe, che si pensa gestiscano un’organizzazione di considerevoli dimensioni che si occupa di sfruttamento della prostituzione.

Si cerca anche all’Aquila, da cui pare partissero le prenotazioni e le richieste di pubblicazione degli annunci sui giornali.

Al momento dell’irruzione dei carabinieri, infatti, solo una parte dei “lavoratori” si trovava nell’appartamento e sono già in corso accertamenti su alcune case nelle località vicine, che si crede possano essere parte di questo considerevole giro di prostituzione.

L’attività marsicana, con tariffe che andavano dai 50 ai 150 euro, abbracciava una clientela piuttosto ampia e variegata per genere e per classi sociali; punto forte della casa di appuntamenti erano gigolò per rapporti omosessuali, un tipo di prostituzione che pare fosse piuttosto rara e ricercata.

Durante il blitz dei carabinieri i borghese è stato sequestrato materiale pornografico e oggetti erotici.

L’operazione che si è conclusa con il sequestro dell’abitazione in via Roma è stata diretta dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato.

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