PESCARA – “Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro”.
Torna il 7 ottobre in tutta Italia la seconda edizione dell’iniziativa promossa da ADSI, Associazione Dimore Storiche Italiane che prevede l’apertura gratuita di oltre 100 archivi privati, in collaborazione con la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura e con la Direzione Generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero della Cultura.
La manifestazione, che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura, è volta a promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archivistico e librario in tutta la penisola italiana e, naturalmente, anche in Abruzzo.
“In questa splendida cornice – si legge in una nota – si rinnova il virtuoso rapporto di collaborazione tra la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Abruzzo e la ADSI Sezione Abruzzo, un esempio unico di collaborazione tra pubblico e privato, da cui è nato il progetto di tutela e valorizzazione dell’Archivio della Fondazione Erminio e Zel Sipari a Palazzo Sipari a Pescasseroli, di cui ADSI esprime per volontà della Fondatrice sia il Presidente che un Consigliere” .
“Si tratta di un importante investimento – proseguono – che ha riguardato il riordino e l’inventariazione analitica dell’archivio, e che ha portato alla riscoperta dei documenti relativi alla creazione del Parco nazionale d’Abruzzo, l’altra l’attività politica di Erminio Sipari ed infine il carteggio di famiglia. In quelle carte è conservata una parte di storia abruzzese e d’Italia. La Fondazione Sipari, ricordata anche come la casa natale di Benedetto Croce, è inoltre Casa Museo e si trova in un luogo a forte attrazione turistica. La valorizzazione dell’archivio Sipari è pertanto, in una visione strategica, un intervento di sviluppo non solo culturale ma anche economico e di creazione di valore pubblico. Un altro esempio di questa collaborazione scientifica è rappresentato dall’inventariazione dell’Archivio della Famiglia Ciarrocca, fondamentale punto di raccolta di innumerevoli carte e manoscritti ricchi di storia d’Abruzzo dal 1820 al 1950”.
“La Soprintendenza e l’ADSI ritengono che questo ‘lavoro a quattro mani’ tra pubblico e privato possa rappresentare qui in Abruzzo un buon esempio oltre agli altri che le direzioni generali Archivi e Biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura ha già messo in campo in tutta Italia. Una sorta di voce narrante che siamo certi continuerà nella nostra Regione anche nelle prossime edizioni con l’inserimento di altri esempi che verranno ad aggiungersi”.
“Ogni memoria archivistica o archivio – concludono – ha infatti la necessità della conservazione di dati, documenti, lettere, atti notarili, scritture private e di conto, registri contabili, tutte memorie che raccontano fatti e avvenuti accadimenti. Solo il riordino e l’attenzione alla inventariazione e conservazione degli archivi, anche quelli riferibili a microstorie e a territori e aree interne, consentono di appoggiarsi su una eredità di fatti, i quali vanno conosciuti con rispetto e umiltà di mente e devozione verso il passato. Solo questa conoscenza ci rende l’uno all’altro comprensibili e partecipi della stessa identità che in Abruzzo ma in tutta Italia sono ancora molto radicate”.
(a.v.)





