L’AQUILA – “Nella situazione di sfascio e inefficienza che caratterizza l’Amministrazione Penitenziaria è necessario un intervento del Guardasigilli, sempre che ritenga che il dramma penitenziario rientri nelle sue specifiche competenze”.
Lo afferma in una nota Eugenio Sarno, segretario generale della Uil-pa penitenziari, che rende nota la situazione dei sette istituti penitenziari nella regione Abruzzo riferiti al 20 settembre scorso.
Secondo i dati, a Chieti, su una capienza massima di 83 reclusi, ne sono presenti 130, con un indice di sovraffollamento del + 56,63 percento.
Analoga situazione a Lanciano, dove i detenuti dovrebbero essere 181 e invece sono 365, con un indice pari a +101,66 per cento. L’Aquila e Pescara sono le uniche due realtà in controtendenza, con indici di sovraffollamento negativi, -17,07 e -12,89 per cento: per L’Aquila 205 posti di cui occupati 170, mentre per Pescara 256 posti a disposizione con 223 detenuti ristretti.
Sulmona su una capienza massima di 301 unità conta 449 reclusi, con l’indice a +49,17 percento. Male la situazione a Teramo, dove l’indice di sovraffollamento raggiunge +81,39 per cento, con 231 posti previsti e 419 detenuti presenti. Il carcere di Vasto, con 260 reclusi su una capienza prevista di 260, si attesta a +31,31 per cento.
“Nella mia recente visita a Lanciano e Sulmona – ricorda Eugenio Sarno – abbiamo rilanciato l’allarme su due situazioni complesse e pericolose. Il dettaglio degli eventi critici conferma tutte le nostre preoccupazioni. È ora che qualcuno si dia una mossa prima che tutto diventi irrecuperabile”.
Sulmona, Teramo e Lanciano sono gli istituti abruzzesi con il maggior numero di suicidi, tentati suicidi, atti di autolesinismo e aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria.
Dall’inizio del 2010 a Sulmona ci sono stati 2 suicidi, 5 tentati suicidi, 79 atti di autolesione e 3 aggressioni ad agenti. A Teramo sono stati registrati un suicidio, 2 tentati suicidi, 53 atti di autolesione e 4 aggressioni a danno degli agenti penitenziari.
A Lanciano ci sono stati 3 tentati suicidi, 11 atti di autolesione e 2 aggressioni.
“Vista – continua Sarno – la perdurante disattenzione della politica e dei politici verso una delle più gravi emergenze nazionali ancora una volta lanciamo un disperato grido di allarme e un sentito appello perché la societaà e la stampa prendano coscienza del dramma penitenziario”.
“Le incivili, disumane e degradate condizioni di detenzione cui si coniugano penalizzanti ed infamanti condizioni di lavoro fanno della questione penitenziaria – conclude il segretario della Uil pa Penitenziari – una vera emergenza sanitaria, umanitaria, sociale e di ordine pubblico”.





