TERAMO – Un articolato dossier da inviare alla Corte dei conti sulla situazione del carcere di Castrogno. Ad annunciarlo il segretario provinciale del Sappe Giuseppe Pallini che torna ancora una volta a denunciare “l’immobilismo del Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise a fronte della gravissima carenza di personale del corpo di polizia Penitenziaria in forza presso l’istituto di Teramo”.
Carenza che per Pallini starebbe portando alla paralisi tutte le attività istituzionali.
“Le uniche cose che registriamo in ambito regionale da parte dell’amministrazione e del Sottosegretario alla giustizia con delega alla polizia penitenziaria Federica Chiavaroli sono le convenzioni pro detenuti dimenticandosi delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria che da soli, sulla propria pelle, senza risorse economiche e con mezzi inadeguati sorreggono l’istituzione carcere” tuona Pallini, che sottolinea come a fronte di un organico stabilito di 215 unità, comunque insufficienti secondo il sindacato rispetto alla reali esigenze dell’istituto, ad oggi siano servizio solo di 172 unità.
Una situazione insostenibile per il Sappe che denuncia come ogni giorno gli agenti si vedano “costretti a rinunciare al riposo settimanale e alle ferie (alla data di oggi sono circa 14.200 le giornate di ferie che devono recuperare, numeri questi impressionati) per garantire l’ordine e la sicurezza interna”.
Eppure lo stesso Sappe da tempo da tempo avrebbe presentato un progetto di ricollocazione delle circa trenta unità in servizio al Prap (provveditorato regionale), con l’organizzazione di un polo ospedaliero detentivo regionale presso l’ospedale civile di Pescara che “eliminerebbe tantissime criticità legate ai servizi di piantonamento dei vari istituti abruzzesi con recupero tangibile di tantissime unità e drastica riduzione di costi”. Da qui la decisione di “preparare in tempi brevi un articolato dossier da inviare alla Corte dei Conti”.





