L’AQUILA – “Il capoluogo di Regione? È L’Aquila. E la Regione Abruzzo deve investire più risorse sulle aree interne della nostra provincia”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri in merito alle polemiche sorte due settimane fa in seguito alle dichiarazioni di alcuni esponenti del Pd sulla Nuova Pescara, quando verrà costituita, come capoluogo di regione, posizione sostenuta anche dal capogruppo di Iampieri, Lorenzo Sospiri.

“La nostra generazione politica non deve ripercorrere i binari della divisione che ci hanno lasciato un Abruzzo a due velocità, con uno sbilanciamento tra le zone costiere e le aree interne, in sempre più evidente sofferenza economica e sociale – dice Iampieri – Non è il momento per riproporre campanilismi stucchevoli. Bisogna creare sinergie, fare rete, valorizzare le potenzialità di ognuno”.

Secondo il consigliere marsicano, “non è un caso se in queste settimane i sindaci di Avezzano e L’Aquila dialogano proficuamente tra loro, mettendo al centro le questioni importanti per il territorio: dalla riorganizzazione dei presidi sanitari alla difesa dei tribunali, senza trascurare i collegamenti autostradali, fondamentali per avvicinare l’Abruzzo al Lazio e alle Marche”.

Secondo il forzista, “allo stesso modo sarebbe anacronistico, per non dire altro, riproporre una tenzone muscolare tra le prime due città d’Abruzzo, che sono più complementari di quel che si creda. Pescara è una realtà dinamica, sul piano culturale e soprattutto economico, che va accompagnata in questo processo di crescita – fa notare – L’Aquila è il cuore amministrativo della regione e si sta risollevando dopo un evento sismico devastante”.

“La sua ricostruzione e il suo ruolo vanno sostenute con altrettanta forza. In particolar modo quando si avvicinano le competizioni elettorali, nazionali o regionale che siano, purtroppo, è quasi fisiologico un certo irrigidimento delle posizioni a difesa dei rispettivi territori, ma mai come in questo momento l’Abruzzo deve marciare unito e porsi obiettivi ambiziosi che vanno oltre la contingenza e guardino ai prossimi dieci, quindici anni”, conclude Iampieri.