VASTO – Sono stati fatti a pezzi e poi sepolti in una località segreta i tre capodogli morti dopo essersi spiaggiati, insieme ad altri quattro cetacei, a Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci a Vasto (Chieti).
Come prescritto da un’ordinanza del sindaco, Luciano Lapenna, le carcasse sono state seppellite in una località di proprietà dello stesso Comune a una profondità di almeno due metri. Il tutto per ragioni igienico-sanitarie.
Ancora da accertare le cause della morte dei cetacei.
L’associazione Amici di Punta Aderci ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, agli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, Mario Mazzocca e Silvio Paolucci e al ministro Gianluca Galletti.
“L’analogo precedente – si legge – verificatosi nel dicembre 2009 sul Gargano, molto simile a quello accaduto a Vasto (per il quale lo studio pubblicato sulla rivista scientifica statunitense Plos One, a firma di Sandro Mazzariol e Giovanni Di Guardo, stabilisce una multifattorialità) impone una riflessione allarmata (e una reazione ferma) sui pericoli numerosi che minacciano un mare così fragile – e chiuso – come l’Adriatico. Le ricerche di petrolio avviate dalla Croazia nel mare Adriatico, che vanno in una direzione opposta a quella che migliaia di abruzzesi avevano manifestato con la ferma opposizione al progetto Ombrina Mare, hanno certamente, e ne avranno ancor più in futuro, effetti devastanti su un mare-lago come l’Adriatico”.






