CAPESTRANO – Affiorano due misteriose tavole con simboli sconosciuti da un antico muro, affianco a una tartufaia vicino la chiesa di San Pietro ad Oratorium, a Capestrano (L’Aquila).
A fare lo strano ritrovamento un uomo del posto, Edoardo Sorrentino, che vorrebbe saperne di più sull’origine delle tavolette, che sembrerebbero fatte di un materiale misto di argilla e pietra.
“Stavo svolgendo dei lavori ordinari nella tartufaia, mentre cercavo di mettere in sicurezza un vecchio muro, a cui il terremoto aveva causato numerosi danni, tra alcune pietre dismesse – racconta ad AbruzzoWeb – ho notato quella che credevo fosse una nicchia, ma poi mi sono accorto che si trattava di tavole e le ho tirate fuori, ma nel tentativo una si è spezzata”.
Nella zona sono molti i simboli, anche esoterici: nella chiesa di San Pietro ad Oratorium è infatti presente il “quadrato magico”, chiamato del Sator, caratterizzato da un palindromo, cioè una frase che rimane uguale se letta da sinistra a destra o viceversa.
Le iscrizioni sulle tavole ritrovate apparterrebbero, secondo l’uomo, a questa categoria, ma i simboli non sono in latino, ma sembrerebbero arabo antico o ebraico.
“Potrebbero appartenere allo stesso periodo del Guerriero di Capestrano, che è stato ritrovato proprio lì vicino”, azzarda Sorrentino, “ma ovviamente queste sono solo congetture”.
Le misteriose tavole, di circa 25 centimetri da un lato e 12 dall’altro, sembrerebbero essere legate, in qualche modo, ai simboli della chiesa di San Pietro, ma per l’ufficialità dovranno seguire maggiori verifiche specialistiche.






