CASTEL DI SANGRO  – “Tra due anni il Campus Ricerca e Alta Formazione sarà realtà, e si concretizzerà, a Castel di Sangro, il progetto più importante a cui lavoro da tempo in Abruzzo, capace di dare lavoro a 80 persone a regime. Questo a prescindere da sostegni da parte della Regione Abruzzo”.

Ad annunciarlo, nell’intervista ad Abruzzoweb, Niko Romito, 46enne chef tre stelle di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, vanto dell’alta cucina abruzzese.

Il “Campus Ricerca e Alta Formazione”  di Romito è salito alla ribalta delle cronache per le polemiche politiche sollevate a seguito di un progetto di legge regionale, poi non approvato, che intendeva destinare al progetto 1,6 milioni di euro, prelevati le risorse dai fondi non utilizzati del microcredito Fse, che ha  provocato la contrarietà di parte delle opposizioni del centrosinistra e del M5s, ma soprattutto da parte delle varie associazioni di categoria, come Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Niko Romito tiene però sottolineare che “io non ho chiesto nulla, è la Regione che mi aveva chiesto di essere partner istituzionale. Il Campus lo farò lo stesso. Non sono stato certo io ad alimentare polemiche, anzi sono stato talvolta strumentalizzato”.

Entrando dunque nel merito del progetto, spiega lo chef, “il campus sarà molto diverso rispetto a quelli incentrati nel concetto di formazione classica. Avrà il compito e l’ambizione di creare dei modelli gastronomici a partire dal migliorare il menù delle mense scolastiche, portando i ragazzi  a creare modelli di alta ristorazione. Sarà  quindi un campus di ricerca, un  incubatore di idee e di creazione di nuovi format”.

E soprattutto, “cosa di non poco conto, il piano industriale prevede a regime una occupazione di oltre 80 persone. Abbiamo stretto un accordo quadro con il dipartimento di Scienze della vita e della nutrizione della Sapienza di Roma, che certificherà i risultati delle nostre ricerche. Stanno aderendo stakeholder molto importanti a livello nazionale e non solo”.

Tornando dunque alle polemiche sul finanziamento regionale: “la proposta di aderire al progetto Campus mi era stata formulata in occasione del conferimento di un premio all’Aquila come migliore ambasciatore della regione Abruzzo. Ritengo che poteva essere per loro, più per me, la possibilità di fruire di una vetrina importante, nell’ambito di una visione moderna della formazione. A seguire ci sono state molte polemiche, che io però non ho assolutamente dato vita, forse causate da lotte interne alla Regione. Qualcuno ha cercato di strumentalizzarmi, di tirarmi dentro, senza che io avessi chiesto nulla. L’importante comunque è che questo progetto va avanti lo stesso”.