L’AQUILA – Svolta positiva nella querelle sul parcheggio di Campo Felice: la stagione sciistica può iniziare sotto i migliori auspici.

È una partita lunga più di un decennio quella che si è conclusa nelle scorse settimane con l’accordo di transazione tra la Regione Abruzzo e i Comuni di Lucoli e Rocca di Cambio che consentirà di migliorare le strutture a servizio del turismo montano e chiudere una volta per tutte vecchi contenziosi legati al pagamento di canoni per la concessione di terre civiche.

Al centro della contesa tra le parti il grande parcheggio situato in località Campo Felice e Brecciara, presi d’assalto durante la stagione invernale da migliaia di sciatori e ogni anno al centro di polemiche per la precarietà e l’inadeguatezza delle opere esistenti a servizio dei turisti e degli operatori. La vicenda è datata e risale al 1997, anno in cui fu realizzato il parcheggio su terreni gravati da uso civico, secondo quanto previsto da un accordo di programma del 1990, per i quali la Regione avrebbe dovuto versare un canone ai due Comuni.

Le opere per la viabilità e la sosta a Campo Felice furono realizzate ma, come recita la delibera della Regione che ha portato alla stipula dell’accordo tra le parti “nonostante il collaudo effettuato non sono mai state consegnate al Comune di Lucoli e di Rocca di Cambio le opere di cui al progetto strategico ‘Campo Felice’ in ottemperanza all’accordo di programma siglato tra le parti in ragioni delle condizioni di totale degrado e di in cui versano i parcheggi”.

La relazione di collaudo, infatti, sottolineava l’inadeguatezza delle strutture a servizio della stazione sciistica e dunque la loro inidoneità ad essere utilizzate dagli sciatori; la cosa portò anche ad un contenzioso stragiudiziale tra le Amministrazioni coinvolte. Proprio a causa di questo braccio di ferro non è mai stato stipulato tra Regione e Abruzzo e i Comuni di Lucoli e Rocca di Cambio il contratto di concessione di terre civiche né sono stati corrisposti i relativi canoni concessori.

Una situazione di stallo che rischiava di far scomparire il parcheggio: il 12 gennaio 2011 il servizio Forestale demanio civico ed armentizio della direzione Agricoltura della Regione Abruzzo ha infatti avviato il procedimento per la reintegra delle terre civiche: il che, in linguaggio meno burocratese, significava smantellare il parcheggio per ripristinare lo status quo delle terre, con gravi ripercussioni per operatori e un intero sistema economico.

Grazie alla transazione, curata dal servizio Affari giuridici e legali della presidenza della Regione, è stata approvata una delibera di Giunta attraverso la quale l’Ente chiude con i due comuni la querelle. Un’operazione da 850 mila euro totali, su cui c’è il placet della direzione Affari della presidenza, politiche legislative e comunitarie, programmazione, parchi, territorio, valutazioni ambientali, energia, che sono stati versati ai due Comuni, che vedono così soddisfatte le pretese economiche per la realizzazione delle opere su terre civiche, ai quali adesso spetterà mettere in completa sicurezza i parcheggi.

La conclusione della vicenda ha visto protagonisti anche i prefetti Franco Gabrielli, prima, e Giovanna Maria Iurato, poi, che hanno mediato tra le parti per individuare un punto d’incontro che fosse soddisfacente per tutti i soggetti coinvolti.

Soddisfatto per la positiva conclusione della transazione l’assessore regionale Gianfranco Giuliante: “Dopo 14 anni si chiude una vicenda che puntualmente si presentava ogni qualvolta iniziava la stagione sciistica. Molto importante è stata la presenza e il supporto fornito dai prefetti Gabrielli e Iurato che hanno mediato per arrivare a quella che oggi è una ‘fotografia’ dei diritti su quell’area così importante per il turismo montano”.

“È stata trovata una soluzione ottimale – spiega Antonio Sorgi, direttore del settore Affari della presidenza – grazie al senso di collaborazione tra le parti e all’incisiva azione della prettura”.

Una vicenda che ha interessato personalmente anche il governatore, Gianni Chiodi, che in una lettera inviata al dirigente dell’Avvocatura regionale, Carlo Massacesi, relativa all’impegno delle somme per la transazione sul capitolo di bilancio, ha scritto: “Le segnalo la rilevanza strategica che la conclusione dell’annoso contenzioso insorto tra i citati Comuni (Lucoli e Rocca di Cambio, ndr) riveste nella prospettiva sia di evitare la reintegra delle terre civiche avviata dalla competente direzione regionale e sia del rilancio economico e turistico del territorio comunale interessato e dell’economia dell’intera provincia aquilana già fortemente compromessa dall’evento sismico del 2009”.