L’AQUILA – “I primi istanti sono stati di panico totale. Abbiamo avuto davvero una gran paura ma, appena ci siamo resi conto che nessuno si era fatto niente, ci siamo pian piano calmati tutti quanti”.

Così la giovane aquilana Nicole Pitotti, descrive le reazioni dei pendolari presenti nel corso dell’incidente avvenuto ieri, a pochi chilometri dall’ingresso autostradale dell’Aquila Ovest, che ha visto coinvolti un autobus dell’Arpa e un camion.

Una tragedia che, se solo le cose fossero andate in modo leggermente diverso, avrebbe potuto avere conseguenze davvero disastrose. Al momento dello schianto, infatti, l’autobus si trovava fermo sulla corsia d’emergenza  in attesa di un mezzo sostitutivo che potesse continuare la corsa quando il camion, arrivando da dietro, lo ha colpito violentemente sulla fiancata.

“Si era accesa una spia e quindi l’autista aveva deciso di accostare e di chiamare qualcuno che ci potesse venire a prendere – racconta ancora la giovane – Io ero seduta a metà del pullman quindi, almeno inizialmente, non mi sono accorta di niente. Quelli che, però, si trovavano dietro hanno visto chiaramente il camion avvicinarsi e colpire l’autobus”.

Stando non solo al racconto di Nicole ma anche alle parole presidente del comitato pendolari L’Aquila-Roma, Fabrizio Tosone, autore di una lettera veemente al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, l’urto è stato davvero molto violento. Nell’impatto i vetri posteriori e laterali si sono infatti frantumati e sono schizzati all’interno dell’abitacolo dove, tra le altre cose, erano presenti anche una mamma e bambina in tenera età.

“Quando il tir ci è venuto addosso, il primo pensiero è stato proprio per la bambina che viaggiava con noi – continua Nicole – Fortunatamente ha colpito solo l’angolo posteriore e la parte laterale, anche perché, se solo avesse centrato l’autobus, le cose sarebbero potute finire davvero in tragedia”.

“Quando ci siamo resi conto che nessuno si era fatto niente, siamo comunque riusciti pian piano a calmarci. L’autobus sostitutivo, in ogni caso, è arrivato quasi subito e, quindi,  eravamo presenti nemmeno quando è arrivata la polizia per gli accertamenti sull’incidente”, conclude.