L’AQUILA – I 560 dipendenti del call center Inps-Inail-Equitalia dell’Aquila hanno scritto una lettera al presidente dell’istituto previdenziale, Tito Boeri, che riceve oggi a Roma una loro delegazione insieme ai sindacati.
“L’Inps – ricordano nella missiva – ha annunciato l’intenzione di emanare una dara di fatto al massimo ribasso rispetto al solo costo del lavoro”.
L’istituto, inoltre, “tace sull’applicazione della recente clausola sociale che prevede la continuità del rapporto di lavoro in caso di subentro di nuova azienda, come tace sulla sua applicabilità anche ai dipendenti delle imprese in subappalto, sul possibile utilizzo strumentale del trasferimento del personale in altre sedi, sulla (per noi necessaria) previsione nel Bando di gara delpossesso di livelli minimi di professionalità degli operatori e della valorizzazione del personale disabile oltre la quota d’obbligo”.
“La nostra è l’azienda che occupa il maggior numero di persone nel territorio del cratere del sisma – ricordano i lavoratori – . L’assenza di questi elementi rischia inevitabilmente di provocare a L’Aquila non solo un problema occupazionale ma un vero e proprio dramma sociale”.
“Ma non solo: in assenza di queste previsioni si rischierebbero inevitabilmente conseguenze in termini diriduzione dei livelli di efficacia e qualità di un servizio caratterizzato da notevole complessità e che richiede adeguata esperienza professionale”.
“Il nuovo appalto – spiegano nella lettera – sarà aggiudicato in base all’offerta migliore e, confidiamo, nel rispetto delle norme vigenti cui ci riferiamole quali però, senza questi chiarimenti, sarebbero facilmente vanificate”.
“Nel caso di Inps infine i risparmi conseguenti a previsioni di costo del lavoro anche al di sotto dei minimi contrattuali costituirebbero solo apparentemente un risparmio per il bilancio dell’Ente”.



