L’AQUILA – “All’Aquila non esistono esuberi nel Conatc Center Inps, qualunque cosa dicano tutte le aziende coinvolte. Quello di ieri è stato uno sciopero surreale”.

Va giù duro Venanzio Cretarola, sindacalista, segretario nazionale Cisal Comunicazione, sullo sciopero, ufficialmente indetto da Cgil, Cisl e Uil “per dire no a 130 licenziamenti tra i lavorarori impegnati sulla commessa dell’Inps, all’interno nel consorzio ‘Lavorabile’ e del call center Transcom, che occupa in totale 500 addetti”.

Sciopero al quale, secondo i sindacati promotori, avrebbero partecipato circa cento lavoratori e che ha avuto in supporto la partecipazione, in assemblea aperta, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, della deputata del Partito democratico, Stefania Pezzopane e del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo.

In una lunga nota, Cretarola, che sempre ieri ha tenuto assemblee insieme alla maggioranza dei lavoratori, oltre a smentire i numeri sulla partecipazione allo sciopero diffusi dalla ‘triade’, afferma che “Per capire ciò che dico basta conoscere le leggi, saper leggere i bandi di gara e i documenti e conoscere le procedure amministrative. Tutti gli addetti aquilani hanno i requisiti per la garanzia occupazionale ottenuta dalla nostra battaglia di due e tre anni fa”.

LA NOTA COMPLETA
 
Venerdì 25 ottobre Cgil, Cisl e Uil del settore Telecomunicazioni hanno indetto uno sciopero surreale a cui ha partecipato solo il 7 per cento dei 411 dipendenti del Consorzio Lavorabile. 

Lo dicono i numeri, oltre che le foto circolate sui media.

Tutti gli altri hanno partecipato a cinque assemblee in azienda, nelle quali la Cisal Comunicazione ha approfondito la vertenza e concordato le prossime iniziative, come sempre insieme ai lavoratori.

Non si era mai visto uno sciopero indetto in aziende che non sono quelle che a cui si fanno rivendicazioni e per chiedere a ministero del Lavoro e Inps un incontro che non hanno mai esitato a convocare.

A chi giova buttare fumo negli occhi di una intera città, senza invece affrontare i veri problemi?

E cioè trattare per orari di lavoro uguali per tutti, programmazione dei turni che tenga conto delle esigenze di tutti, parificazione contrattuale, senza pretese coercitive già annunciate e da noi già rigettate? 

Problemi che le altre sigle non hanno finora mai affrontato, tentando di escludere L’Aquila.

La realtà è che dopo tre inconcludenti incontri che gli altri sindacati hanno avuto con Comdata – nei quali hanno parlato solo dei problemi delle altre sedi operative senza mai dire nulla dell’Aquila – hanno lasciato tranquillamente che Comdata annunciasse unilateralmente la sua linea applicativa della clausola sociale derivante dal mancato accordo e su ritardi inspiegabili sulla fornitura dei dati sulla gestione della commessa. 

Su questo le responsabilità sono di Inps e di tutte le aziende coinvolte. 

E dal 2 dicembre scatterà il passaggio di gestione.

È in atto una fase di passaggio della commessa più grande del settore, con delicati problemi formali e sostanziali in gran parte provocati anche dall’accordo applicativo della clausola sociale che le altre sigle sindacali hanno firmato nel 2016, da noi sempre contestato.

Noi abbiamo già contestato formalmente alcune scelte di Comdata che, insieme a Cgil, Cisl e Uil ha tentato finora di escludere illegittimamente dal tavolo di confronto il sindacato che rappresenta il 75 per cento (ma da venerdì il 93 per cento) dei lavoratori di Lavorabile. 

Ma questo non ci spinge a inventare problemi inesistenti.

Come è possibile che Cgil, Cisl e Uil scrivano che le procedure di licenziamento avviate 3 mesi fa dalle aziende attuali – come era logico che avvenisse data la fine della commessa – sono una conseguenza delle lettere di Comdata? 

Comdata che noi soli abbiamo contestato, ma non per questo motivo ridicolo e fantasioso.

Come si può pensare che i nostri lavoratori, molto più informati degli altri, possono bersela? E infatti tutti i lavoratori venerdì erano con noi.

La realtà è che l’allarme sui presunti 130 esuberi all’Aquila è totalmente infondato. 

Basta non limitarsi ai “racconti” altrui e leggere con un minimo di attenzione le lettere che si stanno scambiando le aziende uscenti e quelle subentranti per il passaggio di consegne gestione della commessa per capire come stanno le cose.

Gli esuberi sono un bufala creata ad arte per far finta di risolvere un problema in realtà a L’Aquila inesistente.

È così in base alla legge e al Bando di Gara Inps. 

È così a seguito della battaglia che – non oggi – ma a partire da tre anni fa solo l’Associazione Lavoriamo per L’Aquila e successivamente la Cisal hanno condotto da soli, nell’indifferenza degli altri sindacati e delle Istituzioni locali e nazionali e mentre le altre nove sedi della commessa Inps restavano totalmente inerti. 

Tutta la città dell’Aquila lo sa perfettamente.

Oggi ci si mobilita solo per chiedere trattamenti di miglior favore che escludono i lavoratori aquilani.

La Cisal ha già ottenuto un Tavolo di confronto all’Aquila con Comdata ed è stata convocata dal Ministero del Lavoro e dall’Inps alla riunione del 29 ottobre 2019 a Roma insieme a tutte le aziende coinvolte a alle altre sigle sindacali, ponendo fine alla tentata esclusione dell’Aquila dalla trattativa.

Ora possiamo cominciare a fare sul serio.