L’AQUILA – La Procura Federale della Federazione gioco calcio (Figc), nell’ambito della propria attività requirente per il terzo filone dell’inchiesta sul calcio scommesse denominata “Dirty Soccer”, ha richiesto alla Corte per L’Aquila Calcio 1927 una pena di 5 punti di penalizzazione da scontarsi nell’attuale stagione e un’ammenda pari a 50 mila euro.
Come si afferma in una nota, la linea difensiva della società rossoblù, rappresentata in udienza dal legale Marco De Paulis, si è basata sulle stesse motivazioni che nei precedenti dibattimenti avevano trovato accoglimento dagli organi giudicanti, ovvero l’inapplicabilità della pena richiesta dalla Procura Federale per gli avvenimenti accaduti successivamente alle dimissioni dal proprio incarico, giunte nel febbraio del 2015, dell’allora responsabile dell’area tecnica, Ercole Di Nicola, per 6 anni padre padrone del calciomercato aquilano e ritenuto una delle figure chiave dell’inchiesta.
Tra le partite antecedenti a quella data oggetto di indagine c’è soltanto la gara Martina-Paganese, rimarcano i legali aquilani.
Pertanto la difesa rossoblù ha chiesto il proscioglimento da tutte le accuse e, in via subordinata, l’applicazione di una lieve ammenda.
“La società ripone la massima fiducia negli Organi Giudicanti e confida in una rapida definizione del giudizio con una decisione che sia il più aderente possibile a quanto ribadito tramite il proprio legale – si legge nella nota – Questo anche in relazione a quanto già sofferto nel corso dei due precedenti dibattimenti, anche perchè tutto il materiale probatorio a disposizione oggi della Corte sarebbe potuto essere ricompreso nel secondo filone, affrontato in aula tra il gennaio e il febbraio 2016, evitando quindi di patire un ulteriore processo a nostro carico”.




