L’AQUILA – Quattro vittorie dell’Aquila Calcio nell’ultimo campionato di Lega Pro sono state truccate dal responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola, arrestato assieme ad altre 49 persone nel nuovo scandalo calcioscommesse.

Giocatori contattati, comprati e gare manovrate con forti scommesse sullo sfondo, e con l’aiuto di ex calciatori rossoblù, non indagati, come contatti: su tutti l’ex capitano Mirco Garaffoni ma anche l’ex difensore Gianmarco Ingrosso.

Combine in alcuni casi riuscite perfettamente al sodalizio criminale, in altri no, tanto da costringere il dirigente a reperire somme di denaro per coprire almeno in parte i mancati incassi delle scommesse.

Compaiono anche nomi abbastanza noti del calcio italiano, dall’ex attaccante dell’Inter e del Messina in serie A “Re Artù” Arturo Di Napoli all’agente Fifa Eugenio Ascari, procuratore del nazionale italiano Eder.

SANTARCANGELO-L’AQUILA: TRE CALCIATORI COMPRATI

“La gara da falsare era Santarcangelo-L’Aquila e i protagonisti numerosi: Ercole Di Nicola, Daniele Ciardi e Fabio Di Lauro primi tra tutti. Di Nicola, riuscendo a combinare la partita di campionato in modo che la ‘sua’ L’Aquila ne risultasse vittoriosa, si mostrava capace di comprare le prestazioni di tre calciatori del Santarcangelo, attraverso la mediazione essenziale del Ciardi e offrirla in vendita al gruppo di stranieri, Aleksander detto “Sasha” Brdanin, Uros Milosavljevic e Milan detto ‘Michele’ Jovicic, ‘compari’ degli attuali indagati”.

“Pur non andando a buon fine la trattativa con i complici stranieri – prosegue il documento -Di Nicola comprerà comunque la vittoria della sua squadra, anche attraverso l’intermediazione di Mirco Garaffoni, incaricato direttamente da Di Nicola per sondare l’affidabilità di Ciardi, e comunque pagando il magazziniere del Santarcangelo per avere reclutato i tre calciatori impiegati per procurare la vittoria dell’Aquila”.

“Di Lauro, ancora una volta, si dimostrerà riferimento irrinunciabile degli stranieri che investono in Italia denaro per scommettere su eventi sportivi alterati e vedono nell’ex calciatore il principale rappresentante dei loro interessi in Italia”, fanno notare.

L’AQUILA-SAVONA: IL DEBITO CON RE ARTU’

Secondo gli inquirenti, “l’organizzazione di questa combine si accentrava intorno alle figure e alle condotte di Ercole Di Nicola, direttore sportivo dell’Aquila e due soggetti della squadra di calcio del Savona, ovvero Arturo Di Napoli, allenatore del Savona e Massimiliano Solidoro, collaboratore tecnico del Savona”.

“Emergerà in modo chiaro come Di Nicola, al fine di far vincere la propria squadra, acquisterà dietro compenso e con la piena collaborazione di Solidoro, i servigi dell’allenatore del Savona, Di Napoli – prosegue – Quest’ultimo sicuramente grazie alla collaborazione di calciatori del Savona non ancora identificati riuscirà a far realizzare il risultato di vittoria dell’Aquila precedentemente combinato”.

“Giova ricordare che l’arco temporale che interesserà anche la combine, qui in trattazione, vedrà Ercole Di Nicola impegnato su due fronti: l’alterazione della partita L’Aquila-Savona in suo favore e il sostegno all’opera di Ciardi e Di Lauro in ordine all’alterazione della partita Grosseto-Santarcangelo, finanziando la combine e lucrando sulla scommessa effettuata sulla partita”, svela.

L’AQUILA-TUTTOCUOIO: LA COMBINE ANDATA MALE

“I piani di combine del gruppo criminale non conoscevano sosta e nel corso dell’ultima settimana di marzo gli indagati mettevano a segno l’ennesima frode sportiva – prosegue ancora – L’iniziativa era assunta da Ercole Di Nicola, ansioso di sfoggiare una vittoria della ‘sua’ L’Aquila comprandone i ‘tre punti’ sul terreno casalingo. La gara da alterare era l’incontro di campionato con il Tuttocuoio, in programma mercoledì 25 marzo 2015 all’Aquila e la combine era promossa e messa a punto dal ds aquilano offrendo denaro o altri vantaggi ad Andrea Bagnoli, dirigente sportivo del Tuttocuoio, perché vendesse la sconfitta della sua squadra sul terreno dell’Aquila reclutando le prestazioni di calciatori alle sue dipendenze, cosa che farà reclutando Abdoulaye Balde”.

Il documento della Dda svela anche che “gli accordi di combine venivano propiziati dall’opera decisiva di Eugenio Ascari, agente Fifa nonché procuratore di calciatori (tra i quali nomi illustri della seria A, a partire dal giocatore della nazionale, Eder), che mediava il rapporto tra Di Nicola e Bagnoli (che svolge anche attività di collaborazione nello studio di Ascari), individuando nel dirigente del Tuttocuoio la controparte negoziale del ds aquilano”.

“Al finanziamento della combine non mancherà l’apporto del sodale albanese Nerjaku il quale, agendo per conto di ‘colossi’ finanziari, scommetterà sul risultato alterato 40 mila euro, puntando sull’1+over – prosegue ancora – Qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto nell’impresa criminale e la partita truccata terminava sul risultato di 1 a 0 in favore dell’Aquila, smentendo, in parte, gli accordi di combine”.

Tanto bastava al Nerjaku, secondo i pm, “per pretendere dal Di Nicola la restituzione immediata del denaro che aveva investito finanziando la combine, dicendosi portavoce di un gruppo di accoliti che non avrebbero esitato a fare scoppiare un ‘casino’ pur di avere indietro i soldi scommessi invano nella frode. Messo alle strette dalle intimidazioni del Nerjaku – conclude – il Di Nicola racimolava 20 mila euro da consegnare al sodale il giorno seguente l’incontro combinato per tacitarne le pretese e mettersi al riparo dalle ritorsioni che il compare gli aveva paventato”.

L’AQUILA-SANTARCANGELO: AGGIUSTATE ANDATA E RITORNO

L’ultimaa gara alterata era l’incontro che lo scorso 29 marzo 2015 aveva visto L’Aquila opposta al Santarcangelo.

“Il responso del campo sarà falsato come congegnato da Ercole Di Nicola e Daniele Ciardi che avevano provveduto ad alterare, del resto, anche la partita di andata tra le due squadre di calcio – fanno notare gli investigatori – Al ds dell’Aquila era stato sufficiente garantire un lauto compenso ai calciatori del Santarcangelo che il sodale Ciardi aveva reclutato perché alterassero la gara procurando la sconfitta della squadra in cui militavano”.

“Le false prestazioni rese in campo da due calciatori del Santarcangelo, uno dei quali identificato in Mohamed Lamine Traorè, propizieranno la vittoria dell’Aquila di Di Nicola sul Santarcangelo di Ciardi”, conclude.