L’AQUILA – Dopo la sconfitta in casa della capolista del girone F di serie D, i romani del San Cesareo, l’Amiternina ospita, domani alle 14.30, i marchigiani della Jesina. L’incontro sarà disputato a porte chiuse: l’ennesimo, visto che lo stadio ”Comunale” di Scoppito (L’Aquila) non è stato ancora messo a norma dell’amministrazione comunale del centro alle porte dell’Aquila.

I marchigiani dal canto loro hanno quasi raggiunto l’obiettivo della salvezza al contrario dei giallorossi che devono ancora sudare per uscire dalla zona play-out. Va ricordato che l’ultima vittoria casalinga per l’Amiternina risale al lontano 4 novembre 2012, quando i ragazzi del presidente Maurizio Colantoni si imposero per 4-1 all’Olympia Agnonese.

Invece ultimo pareggio ottenuto dai giallorossi è stato lo scorso 24 febbraio contro i laziali dell’Astrea (1-1). (s.cas.)

ANGELONE CON RABBIA, ”DA RESIDENTE, GIOCARE SENZA PUBBLICO FA MALE A SCOPPITO”

“Non ha senso giocare senza pubblico e dico questo senza cercare alibi. Mancano poche giornate al termine del campionato, non sappiamo se riusciremo a giocarci la salvezza davanti al nostro pubblico. Lo dico da residente nel comune di Scoppito: questa cosa fa male a tutto il nostro ambiente”.

Rabbia, ma anche consapevolezza di dover fare a meno del pubblico di casa per l’ennesima volta. Il mister amiternino Vincenzino Angelone non nasconde il proprio disappunto ed evita comunque di cercare alibi.

“Il sostegno del proprio pubblico fa sempre bene – dice al nostro giornale – evidentemente a Scoppito non si riesce a trovare un modo per sbrogliare la matassa. Niente scuse, però. Domani scendiamo in campo per vincere. Abbiamo una salvezza da regalare a noi stessi e alla gente che ci vuole bene ma che non può vederci giocare. Con più coraggio da parte di chi di dovere, l’Amiternina avrebbe potuto beneficiare di un impianto aperto al pubblico”.

“Senza Berardi, Petrone, Schiano, Bamba (squalificato) e Varchetta, dovrò di nuovo inventare soluzioni tattiche – spiega il mister – che non snaturino eccessivamente la squadra. Potrei riproporre la difesa a tre con il centrocampo rinforzato a cinque, vedrò se sarà il caso di farlo dall’inizio oppure a gara in corso”. (r.s.)