TERAMO – Se per il Teramo l’inopinato ed inatteso passo falso rimediato due domeniche fa sul campo del fanalino di coda Arzanese poteva essere bollato come il classico incidente di percorso al culmine di una cavalcata trionfale, quello rocambolesco, un 3-4 subìto nell’ultima uscita a ‘Piano d’Accio’ per mano del Castel Rigone, deve necessariamente far suonare qualche campanello d’allarme al tecnico Vincenzo Vivarini.
La sfortuna combinata alla discutibile espulsione di Gregorio avranno certamente influito sul risultato finale, ma è pur vero che i fattori che stanno incidendo sull’andamento negativo del Diavolo sono ben altri.
In primis, i grossolani errori del reparto difensivo, perforato in ben cinque occasioni negli ultimi 180’ anche a causa di una gestione delle palle inattive assolutamente scriteriata.
In secondo luogo, il mancato apporto del metronomo Lulli, a mezzo servizio nella trasferta di Mugnano e assente per squalifica nella gara casalinga con il Castel Rigone: sarà anche una coincidenza, ma da quando il mediano scuola Pescara non garantisce il suo contributo, la squadra stenta, non gira a dovere e subisce troppo.
Le uniche note liete trapelate dal match contro gli umbri rispondono al nome di bomber Dimas, autore di una splendida doppietta degna di ben altre categorie, e allo spirito di un gruppo che -malgrado l’inferiorità numerica – ha provato ad evitare il secondo stop stagionale fino all’ultimo secondo, sfiorando il gol in diverse circostanze.
In ogni caso, si tratta solo di magre consolazioni per una squadra sulla quale erano state riposte altre aspettative dopo lo straordinario ruolino di marcia di ben dodici turni di fila senza sconfitte.
L’occasione per il riscatto, tuttavia, è proprio dietro l’angolo, ovvero nel recupero di mercoledì a Lamezia, trasferta che in caso di esito positivo regalarebbe nuovamente al Diavolo la vetta del girone in coabitazione con il Cosenza. Insomma, il momento sarà pure delicato, ma guardando la classifica in casa biancorossa è ancora lecito dormire sonni più che tranquilli.






