L’AQUILA – Tornare subito all’antico, cioè al modulo tattico 4-3-3.
Ieri contro il Campobasso L’Aquila ha sperimentato un inedito 4-2-4 che probabilmente deve essere utilizzato negli ultimi quindici minuti, quando bisogna recuperare il punteggio e quindi si deve essere “Garibaldini”.
L’esperimento non è riuscito, visto che i molisani sono tornati a casa con un successo (1-0).
Non si può lasciare sguarnito il centrocampo per tutti i novanta minuti, visto che i due attaccanti laterali, domenica erano Andrea D’Amico e Nicola Ciotola, non hanno attitudini di copertura sulla parte nevralgica del campo.
Un centrocampo più robusto forse è la cosa migliore: l’altro ieri probabilmente si è sentita l’assenza di Francesco Agnello: l’under è un giocatore che cerca di inserirsi, pressa ed è dinamico.
Inoltre nel reparto avanzato i quattro attaccanti qualche volta non riuscivano a trovare la rispettiva posizione: Umberto Improta, ad esempio, tendeva ad andare sulla fascia nella quale ha regalato finora maggiori soddisfazioni ai tifosi e alla società.
Le qualità del centravanti Francesco Ripa, poi, non si discutono, ma in questo momento sarebbe meglio chiamarlo in causa nel secondo tempo, in quanto è ancora alla ricerca della migliore condizione fisica.
A causa delle scelte tecniche del suo ex allenatore alla Nocerina, Gaetano Autieri, Ripa ha saltato diverse gare e purtruppo non ha sulle gambe il ritmo gara. Da quello che si vede dagli spalti, attulamente il numero 9 può esprimere tutto il suo talento entrando in corsa.
Nel frattempo l’allenatore Maurizio Ianni si deve isolare e non sentire i rumors che arrivano dai tanti suggeritori, visto che il primo a essere contestato è lui, in caso le cose non vadano nel verso giusto.
Eppure Ianni si può definire un “usato sicuro” per L’Aquila: è riuscito a ricompattare il gruppo rossoblù, dopo l’esonero di due stagioni fa di mister Leonardo Bitetto raggiungendo i play off, e quest’anno ha ridato vigore a un organico precedentemente guidato da Archimede Graziani.
Non va dimenticato che la scorsa stagione Ianni ha portato la squadra nella zona play off, ma quando fu sollevato dall’incarico i rossoblù collezionarono una serie di sconfitte non riuscendo così a qualificarsi agli spareggi promozione.
Insomma Ianni deve essere lasciato lavorare. Il suo problema maggiore è che aquilano è quindi nessuno è nessuno è profeta in patria.
Intanto domenica è stata una piccola rinvincita dell’attaccante Saveriano Infantino: qualche domenica fa qualcuno criticava le sue prestazioni, nonostante i dieci gol realizzati, mentre domenica è stato invocato a gran voce dai tifosi.
“Non penso a nessuna rivincita – dice l’ex del Barletta – il mio pensiero è tutto rivolto a conquistare il secondo posto e basta. Io sono più contento se raggiungiamo la promozione che festeggiare una mia buona prestazione”.
Poi Infantino rimanda al mittente le offese che un folto gruppo di supporters della Tribuna hanno rivolto alla squadra gridando “venduti” e successivamente applaudendo il Campobasso.
“Mi hanno raccontato che negli anni passati – conclude Infantino – ci sono state alcune pesanti delusioni, ma state sicuri che qeusto gruppo è molto unito e farà del tutto per far dimenticare quelle vicende. In questo gruppo sono presenti giocatori con una personalità forte che non si fanno influenzare da nessuno e vogliono arrivare alla promozione. Siamo con il mister Ianni per raggiungere questo obiettivo”. (s.cas.)






