L’AQUILA – Voleva zittire i criticoni di professione, Imperio Carcione, capitano dell’Aquila Calcio che ieri, dopo aver portato in vantaggio la sua squadra contro l’Aversa Normanna, ha esultato con più rabbia che felicità.

“Tutti zitti”, questo il significato del dito indice portato sulle labbra serrate dal numero 10 che correva verso la tribuna, come conferma il giorno dopo ad AbruzzoWeb.

Un gesto riservato a pochi bersagli mirati, appunto gli ipercritici che “vogliono il male della società e della squadra”, dice lui. Gesto che, però, lì per lì non è stato capito dalla maggior parte della gente, che ha bersagliato Carcione con improperi e fischi.

Dopo aver contestato la sua condotta questo giornale ha voluto sentire le ragioni del centrocampista originario di Cassino (Frosinone), 30 anni lo scorso marzo.

L’intento che emerge è lodevole, quello di difendere la squadra che sente la pressione di critiche che a volte partono al primo passaggio sbagliato.

Ma i critici sono una stretta minoranza: questo, va ribadito, avrebbe dovuto far riflettere maggiormente il capitano, che in effetti ammette: sono un istintivo.

Intanto, la società valuta provvedimenti disciplinari: c’è stato un richiamo al calciatore ma non si vuole esagerare con la punizione, come spiega il presidente Corrado Chiodi.

Un giorno dopo lo ‘zitti tutti’, pensa di dovere delle scuse a qualcuno?

Assolutamente no.

È stato un gesto d’istinto o se l’era preparato?

Assolutamente spontaneo, visto che sono un istintivo non avrei mai potuto preparare una cosa del genere.

A chi era diretto?

Era per chi viene allo stadio solo per criticare, per fare il male dell’Aquila Calcio. Una minoranza, ma ce ne sono di persone così in tribuna, anche se poche.

Che voleva dire a queste persone?

Prima di criticare aspettate, volevo dirlo senza polemica. Poi se un gesto del genere viene strumentalizzato non è colpa mia.

A freddo, lo rifarebbe o se n’è pentito?

Non sono pentito, quando faccio una cosa me ne assumo sempre la responsabilità, penso che la mia esultanza non sia stata esagerata né plateale.

Anche a farla è stato il capitano, che ha più visibilità e responsabilità di tutti?

Proprio perché sono il capitano il gesto non era solo perché vengo criticato io. L’ho fatto per difendere tutti e per dire aspettate che i risultati arrivino oppure no prima di applaudire o contestare. Non ha senso quello che succede, dopo cinque minuti dall’inizio uno sbaglia un passaggio e cominciano le lamentele. Questo è il segnale che volevo mandare.

Molti in tribuna non hanno capito e gli applausi per il gol sono diventati fischi.

Chi doveva capire ha capito. Non conosco queste persone che criticano sempre, però si sentono e so che vogliono il male di questa società e di questa squadra.

Ha detto aspettiamo zitti tutti. Ora parli lei: dove arriverà questa squadra?

Adesso che abbiamo recuperato è più facile dirlo, ma l’ho detto anche a 11 punti di svantaggio, quando tutti erano scettici. Questa è una squadra che ha tanti valori e può puntare a vincere il campionato. Direttamente o con i play off, ma può raggiungere l’obiettivo della Prima Divisione.

CHIODI: ”la SOCIETA’ VALUTA PROVVEDIMENTI”

Intanto, interpellato da AbruzzoWeb, il presidente rossoblù Corrado Chiodi spiega che “la società sta valutando provvedimenti disciplinari nei confronti di Carcione, senza esagerare”.

“Il gesto non mi è piaciuto, soprattutto perché fatto dal capitano – aggiunge – oggi a mente fredda ne abbiamo parlato e gliel’ho detto”.