L’AQUILA – I fantasmi del pari ben oltre lo scadere, in Toscana era successo contro il Prato, semifinale playoff di C2, maggio 2009, li hanno scacciati i cojones di una squadra che li possiede per davvero e quel pizzico di fortuna che si è affacciata sul versante rossoblù dopo un periodo di cecità volontaria, a rimediare alle amnesie, qualcuna addirittura psichedelica, dei ragazzi di mister Giovanni Pagliari.

Traduzione: L’Aquila Calcio vince 3 a 2 a Pontedera, stavolta non piglia gol quando il cronometro dice chiaramente che è quasi ora di andare a fare la doccia, dopo essere stata in vantaggio per 3 a 0 (doppio Lorenzo Del Pinto, poi Ciccio Agnello), si gode lo storico primato in solitaria in classifica e chiude a chiave in un luogo lontano gli incubi che ogni tanto hanno disturbato il bel sonno della squadra aquilana.

Mister Pagliari, nel caso in cui al ‘Mannucci’ fosse successo l’imponderabile, avrebbe sfoderato uno di quei cazziatoni che difficilmente un calciatore dimentica, ma venerdì sera c’è il Gubbio, a Pontedera “abbiamo dominato per 60 minuti, 60 minuti notevoli, prima di regalare un gol stupido e un rigore su uno svarione difensivo” e “ci siamo ripresi dopo qualche minuto di confusione, ricompattandoci fino al termine della gara”.

Quindi niente cazziatone epocale, ‘solo’ una ramanzina comunque tosta, da allenatore vero che vuole continuare a far benissimo in una piazza che dopo anni di sofferenze riguarda al pallone come qualcosa di bello, seppur con qualche stilettata d’ordinanza che L’Aquila non solo pallonara ha nel dna.

“Ieri pareggiare sarebbe stato un delitto, perché alla fine le occasioni clamorose le abbiamo avute noi, non il Pontedera”, dice Pagliari, cui non è piaciuta l’analisi di AbruzzoWeb sulla partita di ieri.

“Questo primo posto non cambia niente, il campionato è lungo e da venerdì comincia la marcia di avvicinamento alla sosta. Sarà dura, ma non è una novità”, aggiunge il tecnico. “Dobbiamo prendere il meglio di questa vittoria – spiega – il Pontedera non perdeva in casa da un anno, noi siamo stati grandiosi per 60 minuti, credo stata L’Aquila migliore stagione, poi c’è stato un blackout momentaneo ed è su quello che si dovrà migliorare”.

Note più che positive al netto del blackout di cui sopra, sono arrivate da chi di solito non parte titolare, vedi Nicola Ciotola e Francesco ‘Ciccio’ Agnello, quest’ultimo autore del gol, il primo in stagione, del momentaneo tre a zero, un gol splendido, destro da fuori area che ha evidenziato le grandi qualità di centrocampista classe ’92.

“Vuol dire che il gruppo è unito, che lavora come si deve e che tutti devono remare nella stessa direzione”, il pensiero di Pagliari.